Trazione posteriore e anteriore: significato e vantaggi

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Trazione posteriore e anteriore: significato e vantaggi

Trazione anteriore o posteriore
Trazione anteriore o posteriore

Meglio scegliere un’auto a trazione anteriore o posteriore? Quale la soluzione più vantaggiosa? Quale la più economica? Quali i rischi?

Prima di parlare di trazione anteriore e posteriore chiariamo il concetto fondamentale di aderenza Ѐ una forza a disposizione del pneumatico, parallela al terreno, e che vale una certa percentuale della forza verticale che grava sulla ruota. Questa forza che giace sul terreno è disponibile in tutte le direzioni, ma vale un po’di più in senso longitudinale, cioè nella direzione in cui si muove la ruota. Ciò significa che l’aderenza laterale (quella che consente di curvare e che assicura la tenuta di strada) è sempre un po’ più bassa all’aderenza longitudinale (quella che consente di frenare e di accelerare). Possiamo disegnarla come un’ellisse, centrata nell’area d’impronta del pneumatico, con l’asse maggiore nella direzione del moto. Il contorno dell’ellisse rappresenta il limite di aderenza, cioè il valore massimo che possiamo chiedere al contatto gomma-asfalto.

Se superiamo questo valore l’aderenza crolla e la vettura sbanda.

Trazione anteriore

La trazione anteriore esprime la forza motrice di un veicolo sull’asse anteriore. La prima vettura a trazione anteriore è stata creata a Vienna nel 1898. Nei primi modelli esistevano ancora notevoli problemi sia nel funzionamento della trazione che dello sterzo. Le prime autovetture prodotte in serie con la trazione anteriore furono presentate dalla casa DKW, in seguito modificate dopo la guerra da Audi, Sachsenring e Wartburg.

Le autovetture a trazione anteriore presentano le ruote anteriori che hanno il compito di trasmettono il moto. Esse si possono dividere a seconda dell’assetto del motore rispetto alle ruote motrici. Ci possono essere ruote motrici con motore frontale, dove quest’ultimo e posto anteriormente all’asse delle stesse, o arretrato, dove il motore è disposto principalmente dentro l’interasse del mezzo. Riguardo Relativamente alle auto con il motore posto nella parte frontale, la trazione anteriore ha il vantaggio di avere un peso minore rispetto a quella posteriore poiché non necessita di lunghi alberi di trasmissione per inviare la potenza del motore zona posteriore fino alle ruote dell’auto.

Inoltre, ne è molto più economica la realizzazione.

Sicurezza

Altro vantaggio da un punto di vista della sicurezza: in caso di emergenza (sovrasterzo o sottosterzo dell’auto), la trazione anteriore permette una facile ripresa del controllo anche dal guidatore meno esperto rispetto a quella posteriore; l’assetto di quest’ultima, se non ben controllato dagli ausili elettronici, può andare facilmente in crisi ed innescare dei pericolosi testacoda, cosa che però può accadere anche a una trazione anteriore con un telaio non adeguato.

Problemi di trazione

Le trazioni anteriori, specialmente se molto potenti, possono incorrere in problemi di trazione: in fase di accelerazione si ha un trasferimento di carico sull’asse posteriore, diminuendo l’aderenza sull’asse anteriore, il che può portare allo slittamento dello pneumatico. Si potrebbe risolvere il problema utilizzando il differenziale autobloccante: tale sistema governa l’erogazione della coppia motrice, dislocandola da una ruota all’altra, a seconda dell’aderenza.

I veicoli a trazione anteriore generalmente vanno in sottosterzo sull’asse anteriore.

Questo problema si aggrava nella fase d’accelerazione. Una deriva controllata con una trazione anteriore è praticamente impossibile. Al fine di evitare lo slittamento delle ruote, molte autovetture sono accessoriate di un controllo di trazione. Con un carico a rimorchio sul veicolo questo fenomeno peggiora.

Poiché i motori con una trazione anteriore sono montati trasversalmente, non possono essere adoperati dei motori di grosso volume. Lo spazio relativamente piccolo disponibile, specialmente su piccole e compatte automobili, complicano anche le riparature o manutenzioni del mezzo. Il pezzo anteriore quindi deve essere progettato più lungo, con motori più potenti e attraverso particolari accorgimenti tra il motore e la trasmissione; il carico sull’asse deve essere alleggerito e le forze motrici possono essere migliorate.

Trazione posteriore

L’espressione trazione posteriore sta ad indicare, per le autovetture, la ripartizione della potenza completamente sulle ruote posteriori. Il motore può comunque essere posizionato sia posteriormente che anteriormente. Questo tipo di trazione era molto adoperata fino agli Anni ‘80, a partire dai quali gli si preferì la più economica trazione anteriore.

Molte case automobilistiche tuttavia la continuano ad utilizzare, specialmente su modelli sportivi, dove questo tipo di trazione può sfruttare al massimo le sue peculiarità, ma anche su molte normali vetture di alta gamma.

Vantaggi della trazione posteriore

Un vantaggio indiscusso della trazione posteriore è la dinamicità della migliore aderenza sull’asciutto in accelerazione, poiché quest’ultima appesantisce il retrotreno della vettura, aumentando il carico sulle ruote posteriori. Gli interventi di manutenzione, inoltre, sono più facili in quanto il differenziale è più semplice da raggiungere.

Con l’adozione al posteriore di un differenziale autobloccante (sul mercato ve ne sono di vari modelli: al 25%, 50%, 75% eccetera) i problemi di aderenza su fondi a scarsa tenuta vengono quasi tutto azzerati o comunque nettamente migliorati. Inoltre, la trazione posteriore permette, ad un ottimo ed esperto pilota, di poter controllare agevolmente gli assali anteriore e posteriore in modo autonomo, al fine di averne un pieno controllo totale.

Svantaggi della trazione posteriore

Uno svantaggio della trazione posteriore è che risulta essere più instabile sui fondi a scarsa aderenza: diventa più complicato recuperare il controllo dell’auto in sovrasterzo.

Inoltre, il costo e il peso di una trasmissione di tipo posteriore e motore anteriore risulta più elevato, poicé occorre l’albero di trasmissione.

In altre parole, l’uso di motrici posteriori favorisce la trazione in qualsiasi situazione, ma risulta essere una soluzione molto costosa rispetto ai vantaggi offerti quattro ruote. Il primo veicolo da competizione ad usare questo sistema fu la Pat Clancy Special del 1948 e del 1949 durante la gara di Indianapolis. In Formula 1 la vettura March 2-4-0 testò questo sistema nel 1977, ma non venne mai portata in gara. In seguito anche la Williams riprese il concetto con il prototipo FW07D del 1981 e la FW08B del 1982, ma la FIA reagì limitando per regolamento il numero di ruote delle vetture a quattro, di cui due motrici.

Attualmente, la trazione posteriore continua ad essere utilizzata ancora oggi in specifici modelli di alcune case (spesso più per motivi di tradizione automobilistica), anche se molto spesso è relegata a modelli di prestigio. A seguire un elenco delle case che producono automobili con tale tipo di meccanica e a fianco ad esse compaiono i modelli in questione.

Alfa Romeo – 8C competizione, 4C, Giulia; Aston Martin – Tutti i modelli; Aznom Abarth 500; Bentley; BMW – Tutti i modelli eccetto la Serie 2 Active Tourer, la X1; Cadillac – CTS, SRX, STS, Catera; Chevrolet – Camaro, Corvette; Dodge – Dodge Charger, Dodge Magnum, Dodge Viper.

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