Trento: si riscrive la Divina Commedia COMMENTA  

Trento: si riscrive la Divina Commedia COMMENTA  

Trento: si riscrive la Divina Commedia
Trento: si riscrive la Divina Commedia

Il monumento a Dante della città di Trento festeggia il suo 119° anniversario. Per l’occasione tutti i cittadini potranno scrivere un verso della Divina Commedia.

L’evento indetto per il 10 ottobre associa all’anniversario del momumento ideato dal fiorentino Cesare Zocchi anche quello del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri.

Il monumento costruito nel 1896, assunto a simbolo della lingua italiana e dell’italianità, è un gruppo scultoreo con evidenti risvolti allegorici. Sono infatti presentate le tre cantiche della Divina Commedia, dall’Inferno al Purgatorio e al Paradiso: per ciascuna d’esse Dante Alighieri si trova accanto prima a Minosse, poi a Virgilio, infine all’amata Beatrice.

Nella parco antistante la stazione di Trento, nell’omonima piazza dedicata a Dante, ogni anno si teneva una Lectura Dantis. Quest’anno invece si è promossa una Scriptura Dantis: tutti i cittadini in occasione dell’anniversario del momumento potranno scrivere un verso della Divina Commedia.

L’obiettivo è quello di creare un “nuovo” manoscritto della famosa opera scritto da tutti coloro che parteciperanno alla manifestazione. Ad ognuno il gusto di tornare con l’immagine al Trecento, al dolce stil novo, allo scrittoio, alla penna d’oca e al calamaio. Su carta pergamenata, a partire dalla prime terzine della cantica dell’Inferno, si creerà daccapo il manoscritto dantesco.

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I primi a saggiare l’ebbrezza di sentirsi scrittori saranno i ragazzi del quinto anno del Liceo Da Vinci da Trento. All’inaugurazione dell’evento presenti anche alcuni esponenti della Società Dante Alighieri e personalità di spicco del mondo politico locale e nazionale.

La possibilità di tracciare con la propria calligrafia una terzina dantesca sarà data a chiunque accorra in Piazza Dante dalle ore 10.30 fino alle ore 17.

La realizzazione compartecipata alla stesura del nuovo manoscritto dantesco vuole ricordare anche ai cittadini tridentini e italiani come Dante ci abbia uniti tutti quando l’Italia era una realtà politica ancora lontanissima. L’unità linguistica già nel Trecento era stata conseguito, grazie a Dante prima, a Petrarca e Boccaccio poi. Il monumento infatti, come dichiarato negli intenti del 1896, doveva e voleva essere un “altare di pace e fraterna alleanza”, il “simbolo dell’unità nazionale”. E, come dimostrato da questa iniziativa, è sentito ancora come tale.

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