Trovata in Svizzera una precedente versione della Gioconda

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Trovata in Svizzera una precedente versione della Gioconda

A sinistra la "Isleworth Mona Lisa" svizzera, a destra la Gioconda al Louvre

La Gioconda di Leonardo da Vinci, dal 1513 in Francia, non sarebbe l’unico ritratto esistente di Mona Lisa. Dopo il quadro di un’altra Gioconda, ritrovata nei depositi del Museo madrileno del Prado, un’altra Mona Lisa, attribuibile a Leonardo, è comparsa in Svizzera.

Il quadro in questione apparteneva al collezionista Henry Pulitzer, parente alla lontana del creatore del premio Joseph Pulitzer, che l’aveva acquistato nel 1962. Per 40 anni è stato conservato in un caveau poi, alla morte di Henry, la compagna sua erede, lo ha venduto nel 2003 ad un consorzio internazionale di arte che lo ha affidato alla Mona Lisa Foundation.

La fondazione di Zurigo, una sorta di centro studi permanente, ha recentemente presentato il quadro “Isleworth Mona Lisa” in anteprima insieme ad un libro in cui, come sintesi degli studi effettuati, si sostiene che l’opera sia un’originale di Leonardo da Vinci. E’ qui evidentemente ritratta la stessa Dama ma più giovane della versione nota in tutto il mondo di una decina d’anni.

Entro la fine dell’anno l’opera sarà esposta per il pubblico al Museo Ideale di Ginevra.

Gli studiosi svizzeri reputano che non si tratti affatto di una semplice copia realizzata da qualche seguace o allievo di Leonardo per una serie di motivi.

La versione svizzera è più giovane ed è dipinta su tela anziché su legno.

E’ inoltre più grande come dimensioni della tela e la figura è significativamente più piccola di quella francese. Un copista si sarebbe attenuto alle dimensioni originarie.

Il paesaggio inoltre non è arricchito da dettagli acquatici. Anche i motivi del ricamo della veste di Lisa sono diversi.

Questa versione presenta inoltre un’architettura scenografica nuova anche per Leonardo, rappresentata dalla colonne laterali, che non erano mai state utilizzate da Leonardo prima di allora. Inoltre, proprio per le maggiori dimensioni di questa versione, appare qui un dettaglio inesistente nella versione famosa: una sedia.

Nel 1991, una scoperta archivistica rivelava che l’inventario dei beni di Salai, allievo prediletto da Leonardo, stilato dalle eredi nel 1525 menzionava, tra i suoi beni, alcuni noti quadri del Maestro tra cui la Gioconda. Alcuni studiosi hanno pensato che si trattasse del dipinto del Louvre. In realtà si potrebbero fare diverse ipotesi poiché viene citato un dipinto senza la relativa descrizione.

Nel 2005-2007 veniva poi divulgato l’eccezionale ritrovamento, nella Biblioteca di Heidelberg, di una postilla di Agostino Vespucci che, nell’autunno del 1503, attestava come Leonardo avesse compiuto solo la testa di un ritratto di “Lisa del Giocondo”.

A questo proposito gli studiosi svizzeri, hanno verificato, test alla mano, che l’ultima versione ritrovata è il frutto del lavoro di uno o più artisti, oltre a Leonardo. Sono infatti presenti diversi pigmenti aggiunti nel tempo.

Ma alcuni misteri che circondano la Gioconda restano. Secondo alcuni studiosi non ci sarebbe nulla di certo nemmeno sulla celeberrima opera, esposta al Louvre, per quanto riguarda aspetti fondamentali come la datazione, la committenza e l’identità del personaggio.

Le ricerche continuano.

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