Tsipras a rischio, Grecia verso il voto anticipato

News

Tsipras a rischio, Grecia verso il voto anticipato

Il primo ministro ellenico Alexis Tsipras sta combattendo contro tutto e tutti pur di portare a termine il piano di riforme che a Bruxelles si è concordato nel considerare preliminare ad ogni negoziato conclusivo per il salvataggio della Grecia.
Si è scontrato con i ribelli del suo stesso partito, Syriza, e ha cercato e trovato i voti fondamentali fra i banchi dell’opposizione, fra i suoi dichiarati nemici politici. Ha discusso e argomentato, spinto e manovrato fino a ottenere dalla Bce il benestare alla riapertura delle banche prima, della borsa di Atene poi. Sta insomma combattendo per riportare il suo paese ad una parvenza di normalità.
Ma l’impatto pratico sulla popolazione degli effetti delle imposizioni dei creditori, e il giudizio che da più parti vede nel piano stesso delle riforme una via impraticabile, sbagliata già in partenza, se considerata dal punto di vista dei greci, non sono dicerie o rumori di fondo che è possibile far finta di non sentire.
L’atmosfera politica, in Grecia, è esplosiva, perché tutti si rendono conto del fatto che si sta prendendo una strada molto precisa, e che questa strada non può essere sbagliata, perché è stretta e non consente alcuna inversione.
In questo clima, ieri si è fatta avanti la portavoce del governo Olga Gerovasili, la quale ha confermato in modo ufficiale ciò che era nell’aria da qualche settimana: “probabilmente ci saranno le elezioni in autunno”, “dipende soprattutto da quanto riuscirà a mantenersi stabile questo governo nel prossimo periodo”.
Il fatto è che ‘stabile’, questo governo non può proprio considerarsi, visto che, sebbene concepito come esecutivo di maggioranza, sta funzionando, al momento, come un sistema di larghe intese.

Per questo motivo l’affermazione della Gerovasili può con facilità tramutarsi in una previsione ragionevole e quasi certa, non solo probabile.
Le conseguenze di un’elezione anticipata potrebbero essere notevoli: se Tsipras dovesse vincere, buona parte della dirigenza del suo partito potrebbe essere spazzata via, eliminando tutti gli oppositori degli accordi dell’Eurosummit. Se invece perdesse, le nuove forze politiche potrebbero scegliere di fare appello a pareri di incostituzionalità circa le riforme oppure, ancora più a monte, circa gli stessi accordi dell’Eurosummit, annullando l’intero cammino sin qui coperto.
È chiara l’urgenza che, in modo più o meno esplicito, il presidente della Commissione UE Jean Claude Juncker richiama nel dire che i negoziati dovrebbero essere chiusi entro il 20 agosto.
Il fatto è che la classe politica di uno stato non è una satrapia, ma un organo, si presume, autonomo.
O, almeno, così dovrebbe essere.

1 Trackback & Pingback

  1. Tsipras a rischio, Grecia verso il voto anticipato | Ultime Notizie Blog

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...