Turchia, bombardate le milizie del Pkk curdo COMMENTA  

Turchia, bombardate le milizie del Pkk curdo COMMENTA  

Gli attentati di Istanbul hanno scatenato una reazione molto dura da parte delle autorità turche. Che sia proporzionata o meno, rispetto ai criteri che la comunità internazionale aveva invocato sulla questione curda, è difficile dirlo, se non impossibile.

Fatto sta che ieri, alcuni caccia bombardieri dell’aviazione turca hanno distrutto 17 postazioni del Pkk, il partito dei lavoratori curdo, nella provincia sud orientale di Hakkari. Non si hanno notizie, al momento, della presenza di eventuali vittime militari o civili, ma la situazione appare piuttosto confusa.

Di certo, la reazione non si è fatta attendere e risulta in perfetta coerenza con l’idea della guerra al terrorismo di cui Ankara continua, da qualche tempo, a proclamare in ogni sede l’assoluta necessità. Guerra duplice, perché, per la Turchia, sono da considerare nemici e terroristi tanto i miliziani dello Stato Islamico, quanto i guerriglieri separatisti curdi.

L’interesse internazionale per la questione è, per ovvi motivi, massimo, perché la perdita dell’equilibrio in territorio turco comporterebbe un indebolimento del fronte di resistenza all’avanzata dell’Isis verso nord, verso Ankara e, poi, verso i Balcani.

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Un indebolimento che il mondo occidentale non può permettersi.

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