Tutti a casa di Mario Giordano

 

 

 

Se avete comprato una casa pagandola fino all’ultimo centesimo, siete fessi. E se avete investito nelle quattro mura i risparmi di una vita, siete fessi al quadrato. Perché gli altri che fessi non sono, cioè i furbi, quelli che contano, che sanno muoversi, che hanno un papà importante o un marito ministro, quelli che conoscono o sono conosciuti, quelli che gestiscono il potere o perlomeno lo frequentano, la casa l’hanno avuta in ben altro modo. E, sicuramente, facendo meno sacrifici di voi.

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Il presidente del Senato e quello della Corte dei conti, lo sceriffo di Equitalia e il grande sindacalista, l’ex presidente della Consob e quello della Lega Calcio, il medico del Papa e il magnifico rettore, l’ex ministro dell’Economia e il capo dell’Inps, gli alti burocrati e i grand commis di Stato, il rampollo del senatore e la figlia del deputato, le star del cinema e quelle della musica: ecco alcune delle tante persone citate in questo libro.

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Sono diverse per età, formazione culturale, ruolo e partito politico, ma hanno tutte una passione in comune: quella per il mattone.
Comprano molto e, soprattutto, comprano con lo sconto, spesso da un ente pubblico previdenziale: 30, 40, fino al 70-80 per cento in meno del valore di mercato.

Risultato: quello che è accaduto negli ultimi vent’anni in Italia è un vero e proprio saccheggio del nostro patrimonio immobiliare, avvenuto quasi sempre nel rispetto della legge, ma con meccanismi incredibilmente perversi che questa sconvolgente inchiesta vi svelerà. Per esempio, com’è possibile comprare una casa dal Comune di Roma pagandola 26.000 euro, cioè meno di un camper? Perché esistono interi palazzi di Roma che, appartamento dopo appartamento, vengono comprati e rivenduti lo stesso giorno? Dall’appartamento «a sua insaputa» di Scajola ai villoni di Lusi e Fiorito, negli ultimi tempi i potenti hanno dimostrato un debole per il settore immobiliare. Ma non avremmo mai immaginato fino a che punto.

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E siamo sicuri che anche voi rimarrete stupiti se avrete la forza di arrivare all’ultima pagina di questo primo rapporto completo sulla gigantesca depredazione immobiliare del nostro Paese: una denuncia forte e chiara, scritta con un linguaggio incisivo e brillante, che non si ferma di fronte a nessuna porta e a nessun portone, fa nomi e cognomi, elenca cifre e dati precisi, tirando fuori casi assolutamente inediti e documenti esclusivi.
Un libro che mette a nudo tutta la verità sulle case, senza diventare mai un mattone. E che dimostra che non è vero che i politici non risolvono mai nessun problema: quello della casa l’hanno risolto benissimo. Solo della loro, però.

 

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Fino al prossimo 11 Dicembre 2016 a Milano presso il Castello Sforzesco si svolge la mostra dal titolo: "Omaggio a Renzo Mongiardino ( 1916-1998). Architetto e scenografo". La mostra è organizzata grazie al prezioso contributo del Comune di Milano (Direzione Centrale Cultura – Soprintendenza Castello / Musei Archeologici e Musei Storici) ed è curata Tommaso Tovaglieri, con la consulenza di Francesca Simone, nipote dell’architetto. Si tratta di una mostra dedicata all' architetto d’interni tra i più celebri del secondo Novecento.  In mostra possiamo sicuramente ammirare disegni, bozzetti, maquettes e fotografie. La mostra è suddivisa in sette sezioni, dove è possibile approfondire  l’intera carriera Leggi tutto

7 Commenti su Tutti a casa di Mario Giordano

  1. Spero non arrivi nuovamente una dittatura perchè in quel caso tutto sarà ridato con prepotenza alla nazione..E al contrario la Nazione arricchirà al posto di pochi privilegiati che pensano al loro interesse personale, senza pensiero verso il futuro dei cittadini.

    • Ho fatto un sogno , un paese era governato da una dittatura del popolo, non violenta, non razzista, non chiusa, ma seria e con principale mire verso progresso ecologico, scientifico, sanitario, agricolo..Dittatura era la parola che usiamo noi, ma per quelli di questo sogno era solo serietà e onore, unità e altruismo, comunità e legalità, rispetto e memoria, collaborazione e interesse collettivo, innovazione sana e decisa..Non era una parola che tutto da ad intendere di precostituito ma nulla da da capire di realistico e nuovo.

  2. Ho fatto un sogno , un paese era governato da una dittatura del popolo, non violenta, non razzista, non chiusa, ma seria e con principale mire verso progresso ecologico, scientifico, sanitario, agricolo..Dittatura era la parola che usiamo noi, ma per quelli di questo sogno era solo serietà e onore, unità e altruismo, comunità e legalità, rispetto e memoria, collaborazione e interesse collettivo, innovazione sana e decisa..Non era una parola che tutto da ad intendere di precostituito ma nulla da da capire di realistico e nuovo.

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