Tutti i film di Laura Antonelli COMMENTA  

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L'attrice Laura Antonelli in una foto del 4 dicembre 1991. ANSA/ARCHIVIO

Laura Antonelli, morta ieri a 73 anni nella sua casa di Ladispoli, vicino Roma, è legata a Malizia, ma nella sua carriera seppe spaziare atttaverso generi diversi. Reduce da un primo, Le malizie di Venere, girato nel 1969 e bloccato dalla censura, l’attrice nata a Pola nel 1941 divenne celebre tra il 1970 e il 1973, quando nelle sale uscirono prima Il merlo maschio (girato accento a una star dell’epoca, Lando Buzzanca) e poi, appunto, Malizia, di Salvatore Samperi, un successo da 7 miliardi di lire d’incasso. Da allora la Antonelli (nata Laura Antonaz) cercò di svincolarsi dal marchio della bella e seducente, reciando anche in film d’autore: La divina creatura, di Giuseppe Patroni Griffi (1975) e L’innocente, di Luchino Visconti (1976). Si divertì anche a parodiare il suo personaggio di “icona sexy” in commedie come Sessomatto (1973) di Dino Risi a Mio Dio come sono caduta in basso (1974) di Luigi Comencini. Sempre nel campo del cinema d’autore, vanno citati anche Trappola per un lupo (1972) di Claude Chabrol, Gran bollito (1977) di Mauro Bolognini e Passione d’amore di Ettore Scola (1981). A riprova del fatto che non era solo una bellezza che bucava lo schermo, ma anche una brava attrice, Viuuulentemente mia (1982), di Carlo Vanzina, in cui seppe tener testa a un esuberante Diego Abatantuono. Altro mattatore con cui lavorò, Alberto Sordi, suo partner in Il malato immaginario e L’avaro, entrambe di Tonino Cervi, rispettivamente del 1979 e del 1990. Dopo l’infelice Malizia 2000 (1991), sempre di Samperi, la carriera della Antonelli fu bruscamente troncata da un intervento di chirurgia estetica che la sfigurò e un arresto per droga, una vicenda giudiziaria che si concluse con l’assoluzione e un risarcimento. Ha trascorso i suoi ultimi anni lontano dal mondo dei riflettori, chiedendo solo di essere dimenticata.

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