Ucciso dal macellaio che aveva derubato: la ex chiede pena esemplare COMMENTA  

Ucciso dal macellaio che aveva derubato: la ex chiede pena esemplare COMMENTA  

Daniel Oyarzun
Parla l’ex del rapinatore ucciso da un macellaio, dopo che questi l’aveva rapinato insieme con un complice: la donna chiede che il commerciante resti in carcere.

Parla l’ex del rapinatore ucciso da un macellaio, dopo che questi l’aveva rapinato insieme con un complice: la donna chiede che il commerciante resti in carcere.


Buenos Aires – Mentre a Zarate continuano le manifestazioni a sostegno di Daniel Oyarzun, il macellaio che ha inseguito e investito due rapinatori, provocando la morte di uno di essi, la ex di Brian Gonzalez (il rapinatore morto) ha parlato ai microfoni dell’emittente televisiva Toda Noticias per difenderlo:

Avrebbe dovuto pestarlo – dice Astrid Pasaban – invece gli è passato sopra con l’auto, schiacciandolo.

La donna ha negato che il padre di suo figlio fosse un ladro:

Non era un ladro!

Il giornalista la incalza e dice che lui aveva rapinato la macelleria, ma la donna insiste:

Lui stava soltanto in sella alla moto, è stato il suo amico a fare la rapina.

Mentre lui stava sotto l’auto, la gente lo picchiava e gli dicevano morirai topo immondo… i parenti del macellaio sono assassini.

La donna ha raccontato di non avere più nessuna relazione con l’ex, ma soltanto con i genitori.

In passato aveva denunciato il rapinatore per violenza domestica, ma nonostante ciò continua a difenderlo (era stato detenuto fino allo scorso febbraio).

Ha preso la parola anche la moglie di Daniel Oyarzun.

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La donna ha raccontato che suo marito – attualmente agli arresti – sta male ed è pentito per quello che ha fatto:

Non è una persona aggressiva, non ha precedenti ed è un gran lavoratore. Non so cosa gli sia passato per la testa ma era stato rapinato già tre volte e si è voluto difendere. L’ultima volta gli avevano rubato un sacco di soldi non voleva permettere ancora che una cosa del genere accadesse…. Voleva solo recuperare i soldi. Le nostre figlie stanno male, la notte non dormono e lamentano dolori. La più piccola mi fa delle domande, non sa la verità. Le ho detto che il padre ha dovuto fare un viaggio ma con la più grande è diverso; non ho potuto nasconderle la verità. Ha reagito male, adesso sta un po’ più tranquilla. Continueremo a organizzare delle marce di protesta per chiedere la liberazione di mio marito.

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