Ucraina: poliziotti stuprano una donna

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Ucraina: poliziotti stuprano una donna

Il tenente Drizhak durante un’intervista lo scorso anno

E’ di nuovo accaduto quel detestabile gesto ignobile, vile e intimamente violento come solo uno stupro può essere. Questa volta però non è successo in casa nostra, ma in Ucraina. La notizia, purtroppo, non è solo questa – sarebbe tristemente banale –. Ad abusare di Irina, una 29 enne di Vradiievo, nell’Ucraina meridionale, sono stati due poliziotti più un altro uomo che al momento sembra essere l’ombra di un maledetto ricordo. Di questo «furto dell’intimo» si è addirittura indignato il Presidente Ianukovic, il quale ha promesso a Irina giustizia, ordinando al Procuratore di procedere senza esitazioni nei confronti degli agenti protagonisti dello stupro. Irina adesso è all’ospedale con diverse fratture all’anima, al cranio e con la mandibola rotta per una violenza bestiale: i tre “uomini” l’hanno prima picchiata, poi stuprata e per finire le hanno rubato quei pochi soldi guadagnati dopo una serata da cameriera.

In questa amara storia, fatta di castrazioni virili e vigliaccheria a iosa, l’unico uomo che ha il coraggio di parlare è il fratello di Irina: un ragazzone di quasi due metri, di cento dieci chili, con la faccio da putto e tanta vergogna per quello che è successo, non solo per il sesso forte, ma per uomini che della giustizia avrebbero dovuto farne una ragione di vita.

Il caso di Irina probabilmente sarebbe stato sotterrato nel campo delle delusioni sotto metri di menzogne, sogni evaporati e domande senza risposta, come molti altri casi, se alcuni passanti non avessero denunciato il fatto. Quando ha tradire è la prepotenza che arriva del potere il caso è chiuso, archiviato. Il dramma nel dramma sta nel fatto che uno dei due poliziotti, preposti per fare rispettare la legge, quindi combattere reati come quello dello stupro stesso, sia un tenente, il tenente Drizhak: un palestrato con la mandibola digrignante, il cuore di plastica e quella presunzione di sentirsi maschio, senza prima essere uomo.Una vicenda scomoda, quanto mai immorale, compiuta da messeri in divisa che hanno giurato, baciando la bandiera giallo e azzurra dell’amata nazione, davanti alla propria coscienza, al proprio Paese e ai propri ideali.

La vergogna non è soltanto di chi subisce l’abuso sessuale, ma soprattutto di chi lo pratica, annientando una volontà con la legge del più forte.

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