Udinese-Juventus 0-0: le pagelle

Calcio

Udinese-Juventus 0-0: le pagelle

Udinese:

Handanovic 6: graziato in un paio di occasioni da Marchisio, attento su Quagliarella ma in generale ha trascorso serate molto più impegnative.

Ferronetti 7: poteva essere una serata difficile per un mancino confinato a destra ma se la cava egregiamente leggendo sempre bene anche le situazioni più difficili. Ottimo anche nelle diagonali.

Danilo 7: solito baluardo invalicabile anche quando sembra farsi superare in velocità.

Domizzi 6.5: al rientro, gestisce le difficoltà con attenzione con impeccabili diagonali e marcature attentissime.

Basta 5.5: non è brillante come un mese fa, Estigarribia lo inchioda in difesa superandolo spesso e volentieri.

Isla 5.5: anche lui sottotono, non aiuta Basta in difesa e latita negli inserimenti.

Pinzi 6: solita partita di sostanza tra Pirlo e Marchisio, ma è sempre troppo rude.

Asamoah 5.5: gravita nel folto reparto bianconero, troppo timido ed improduttivo nelle incursioni.

Armero 5: gioca al gatto col topo con Lichtsteiner. Ciascuno ha paura dell’altro: risultato nessuno dei due spinge come sa.

Abdi 6: partita tattica a metà tra il dovere di bloccare Pirlo e quello di cercare qualche inserimento, ma senza fortuna. (Floro Flores: sv).

Di Natale 5: troppo solo là davanti, si muove molto ma solo in orizzontale, andando raramente a cercarsi il pallone. Cade sempre in fuorigioco, conferma la flessione dell’ultimo mese.

Guidolin 6: consapevole che la squadra è in riserva, aveva risparmiato Armero e Di Natale per la super-sfida ma paradossalmente i due sono i peggiori in campo. Primo tempo troppo timido: non è da una vice-capolista isolare un solo giocatore in attacco, ma è la mediana troppo passiva a tradirlo. Solo un parziale riscatto nella ripresa.

Juventus:

Buffon 6: attento su Danilo e ben piazzato sulla punizione di Di Natale. Molto sollecitato come sempre anche con i piedi, se la cava bene.

Barzagli 6: qualche errore in disimpegno, meno puntuale e preciso del solito nelle letture difensive. Stanco.

Bonucci 6.5: più sbrigativo e meno confuso del solito, sempre bravo nel tenere alto il reparto ma poco sollecitato da Di Natale.

Chiellini 5.5: a lui spettano compiti di costruire il gioco ma sbaglia troppi appoggi, anche semplici. Incerto anche in alcune situazioni difensive.

Lichtsteiner 6: con la difesa a tre ha spazio per spingere ma non lo sfrutta sempre a dovere, forse preoccupato da un Armero peraltro inoffensivo. Cresce nel finale, ma è tardi.

Vidal 6: Conte gli chiede il solito super lavoro di corsa ed attenzione agli scatti di Armero. Missione compiuta non senza qualche errore di troppo in fase di appoggio.

Pirlo 6.5: la partita è tattica, i ritmi blandi ed esce la sua classe. Mai in difficoltà neppure quando è pressato, i suoi lanci liberano sempre un compagno creando la superiorità numerica.

Marchisio 6: sono come sempre sue le occasioni più pericolose, ma alla capacità di inserimento unisce corsa e generosità.

Estigarribia 6.5: più propositivo di Lichtsteiner, mette sovente in difficoltà Basta andando anche al cross con precisione. (De Ceglie: sv).

Pepe 6.5: torna al vecchio ruolo di punta dopo aver fatto l’esterno e la mezzala. Non ha dimenticato i movimenti dell’attaccante, che unisce alla consueta generosità nel ritornare a centrocampo. (Del Piero: sv).

Matri 5: divide lo spazio in attacco con Pepe, si muove molto creando varchi preziosi ma paga con una certa evanescenza in area e con un paio di gravi errori di passaggio allo stesso Pepe. Sente la pressione di Quagliarella e, forse, Borriello? (Quagliarella 6: in dieci minuti sa rendersi più pericoloso rispetto al compagno).

Conte 6: cambia il volto della squadra come a Napoli, ricevendo risposte contrarie. Ottima la tenuta difensiva e della mediana, che sono ormai un corpo unico capace di dare equilibrio alla squadra, ma chiede troppo a Pepe improvvisando la fase offensiva. La squadra non perde mai ma sette pareggi non sono pochi. Al ritorno, però, tutte le grandi gli faranno visita.

Arbitro:
Tagliavento 6: esaspera il concetto dell’arbitraggio all’inglese. Fa bene a lasciar giocare ma sorvola su qualche contatto falloso.

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