Un americano a Parigi, con Raffaele Paganini COMMENTA  

Un americano a Parigi, con Raffaele Paganini COMMENTA  

Il Teatro Manzoni di Monza offre la grandissima opportunità di godere di uno degli spettacoli più completi della stagione, frutto della rinomata ed indiscussa bravura di Raffaele Paganini (Roma 1958), attore e ballerino di fama mondiale, da sempre protagonista delle scene e maestro di recitazione.

Lo vedremo così nello spettacolo Un Americano a Parigi, in una rielaborazione da lui concepita e realizzata dopo un accurato studio – come ha spiegato in conferenza stampa – sull’omonima opera musicale di George Gershwin e sulla trasposizione per il cinema di Vincente Minelli.

Innamorato egli stesso della cultura e della vita parigine, il nostro non poteva infatti non fare i conti con i capisaldi dell’interpretazione dell’opera : l’opera musicale “Un americano a Parigi” di George Gershwin (1928) e la sua felicissima versione cinematografica curata da Vincente Minnelli (1950-51) sono infatti oggi praticamente inscindibili nell’immaginario del pubblico, al punto che risulta quasi impossibile, in un’ulteriore trasposizione, non tenerne conto. L’attuale elaborazione drammaturgica per balletto curata da Riccardo Reim, per la coreografia di Luigi Martelletta e l’interpretazione di Raffaele Paganini – senz’altro il ballerino italiano più adatto per formazione e storia a ricoprire tale ruolo – attinge dunque in parte dall’opera originale e dalla sua versione per il grande schermo.


 

Raffaele Paganini al Teatro Italia dal 25 gennaio al 6 febbraio 2011 Eventi a Roma

Da un lato la fedeltà totale alla trama cinematrografica, dall’altro un elemento del tutto nuovo, il riferimento biografico a George Gershwin. Lui stesso, neppure trentenne, fu giovane “Americano a Parigi”,  subendone l’influenza nel processo creativo, abbagliato dalla cultura europea, amante della tradizione classica, pazzamente invaghito della musica di Maurice Ravel.

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Nel musical si ritroveranno le atmosfere irripetibile della Parigi degli ultimi anni Venti, una città in pieno fermento e ancora memore della grande stagione impressionista nonché capitale culturale d’Europa, filtrate dallo sguardo innocente ed entusiasta del giovane protagonista, completamente catturato dalla cultura d’oltreoceano, di cui avverte in sé le radici. La Ville Lumiere rivivrà anche scenograficamente, attraverso le numerose citazioni pittoriche proposte.

“Un americano a Parigi” diviene così anche un’indagine su ciò che costituisce il processo creativo in un musicista fortemente anomalo come Gershwin, capace di una sintesi unica e irripetibile tra le musiche di estrazione popolare e quelle di tradizione più nobile, riuscendo come nessun altro a fonderle in una miscela di immenso fascino. Il giovane musicista Jacob Gershowitz, alter ego di George Gershwin, si sente in gabbia nella noiosa e poco stimolante sala prove di Broadway in cui passa le sue giornate. Sarà questo senso di oppressione a fornirgli la spinta ad intraprendere un viaggio alla ricerca degli stimoli culturali provenienti dal cuore dell’Europa. Questo sovrapporre autore e protagonista permette di utilizzare altre melodie gershwiniane più o meno famose da “Want’ Em You Can’t Get’Em” a “Rialto Ripples” fino alle celeberrime “Rhapsody in Blue”, “The Man I Love”, “Summertime”. L’atmosfera davvero irripetibile della Parigi degli ultimi anni Venti, una Parigi ancora memore della grande stagione impressionista e già percorsa dai primi fremiti dell’esistenzialismo, verrà qui resa (anche scenograficamente con numerose citazioni pittoriche) attraverso lo sguardo innocente ed entusiasta del protagonista e del suo innamoramento giovanile per la cultura d’oltreoceano, di cui avverte in sé le radici.
Il 25 febbraio 2012 al Teatro Manzoni
via Manzoni, 23 – Monza
Tel: 039 386500
Sito Web: www.teatromanzonimonza.it

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kmamxLls1EM&w=560&h=315]

 

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