Un calcio fuori dal "comune" - Notizie.it

Un calcio fuori dal “comune”

News

Un calcio fuori dal “comune”

Nella centralissima Sanremo un senzatetto, mentre da seduto chiedeva alcuni spiccioli a dei turisti, ha ricevuto un calcio sulla gamba. Ovviamente la notizia non vuole banalizzare un atteggiamento simile a un fallo simulato in area di rigore e fine a se stesso, ma l’intento con cui si è compiuto il gesto e da chi gli è stato dato. Un calcio inutile, stupido e aguzzino della dignità: triste non solo per l’atto, ma perché compiuto con disprezzo – a discapito di chi non c’è la fatta – non per una semplice violenza dettata dall’ignoranza. A sbranare l’umanità di quel gesto è stata l’indifferenza, la preoccupante intolleranza di un uomo che per lavoro dovrebbe evitare che comportamenti simili siano compiuti verso i meno abbienti, togliendo quelle croste pruriginose su ogni maledetta ferita: il disgusto per l’accattonaggio e la paura del diverso. Sul palcoscenico della città del Festival è andata in scena la pochezza dell’uomo, non canzoni d’amore acclamate con mimose giallissime lanciate da sontuose signore amanti delle prime file e da “tuttologhi” della morale armata.

Questo calcio è un «passaporto» per il Paese degli stereotipi, non è stato dato in veste privata, ma abusando inconsapevolmente di quel tatuaggio istituzionale visibile a tutti.

L’intenzione forse era quella di cacciare il mendicante dall’importante via Matteotti, a pochi passi dal Teatro Ariston, proprio perché non a “norma” con l’eleganza del posto. Una commistione tra giustizia del buongusto e il pensiero positivo per noi stessi: quasi fossimo intoccabili dalla sfiga e dalle disgrazie. Maurizio Zoccarato, il signore che ha dato il calcio al procacciatore di spiccioli, ha un bell’ufficio, il più bello, con tanto di aria condizionata in estate e il riscaldamento in inverno. Vacanze pagate, alcuni pranzi messi a bilancio e ogni sera ha un tetto sopra la testa e forse, e dico forse, a lui le cose non sono andate tanto male, come al mendicante, che probabilmente quella vita non l’ha scelta ma l’ha ereditata. Il clochard, colpevole della sua emarginazione, è un quarantasettenne, senza famiglia e senza lavoro, che nella cittadina di San Remo ha visto un luogo dove poter racimolare qualche speranza per un pezzo di pizza al taglio, del latte per il suo cane e dell’ottimo Tavernello da 0,60 al litro; Maurizio invece a San Remo fa il sindaco.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche