Un covo di vipere

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Un covo di vipere

Andrea Camilleri torna in libreria per raccontare un’altra indagine del commissario Montalbano, in un volume dal titolo Un covo di vipere. Come spesso accade, il sonno di Montalbano viene interrotto bruscamente alle prime luci dell’alba. A svegliarlo non è una telefonata da parte della centrale, ma il fischiettare di qualcuno. Si tratta di un vagabondo che si è rifugiato nella veranda del commissario. Lo sconosciuto sostiene di vivere in una grotta. Parla un italiano perfetto e sembra essere una persona di cultura. Montalbano però non ha tempo da dedicare a questa faccenda, perché deve recarsi al commissariato per una questione urgente. Giunto sul posto, Catarella lo informa che il ragioniere Cosimo Barletta è stato assassinato. Sul luogo del delitto non sono stati rinvenuti segni di lotta. Barletta è stato ucciso da un colpo di pistola alla nuca. La vittima era una persona che apparentemente conduceva una vita onesta e rispettabile. Era vedovo e aveva due figli, Arturo e Giovanna. Abitava in paese ma era il proprietario anche di un villino sul mare, luogo dove è stato rinvenuto il corpo privo di vita. Eppure, quando interrogati, i figli non esprimono un giudizio positivo sulla condotta di loro padre. Parlano di lui come di una persona dal carattere scontroso. Raccontano anche di affari immobiliari ai limiti del lecito in cui era coinvolto loro padre. Pare vi fosse un testamento, che il padre prima di morire aveva intenzione di rivedere. Ma il documento sembra introvabile. Ciò che viene trovato nella scrivania della vittima, invece, sono foto e lettere che rivelano una sua passione malata. Un covo di vipere è un altro avvincente giallo dello scrittore siciliano Andrea Camilleri.

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