Un libro per SIMONE CRISTICCHI

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Un libro per SIMONE CRISTICCHI

Sono cinquantasette i racconti che Simone Cristicchi pubblica con Mondadori in Mio nonno è morto in guerra.

L’autore non è nuovo alla narrazione: a partire infatti dalle canzoni, proseguendo con il teatro e arrivando fino ai racconti, Cristicchi rivela di essere un narratore in versi, su un palco e in prosa, tra le pagine di un libro. Tracciando un solo filo conduttore: le emozioni.

Mio nonno è morto in guerra, raccoglie storie e voci di chi ha attraversato ed è stato attraversato dalla seconda guerra mondiale. È un libro che a partire dal titolo svela il doppio fondo della storia, privata e pubblica.
Il nonno di Cristicchi, infatti, come scopriamo dal primo racconto, non è morto in guerra, anzi è stato uno dei pochi reduci della campagna di Russia, con un principio di congelamento, ma salvo.
Il titolo perciò, assume un’accezione più ampia e profonda ben spiegata dall’autore, in un brano che anticipa i racconti: «…ché in guerra se non morivi fisicamente moriva qualcosa dentro di te».

Cristicchi ha raccolto le storie che ci consegna in questo libro girando l’Italia, con la sua tournée teatrale e live.

Cercando e ascoltando le storie di uomini e donne che negli anni ’40 erano bambini o ragazzi, prima dei soundcheck o delle prove in teatro.

I racconti sono abbastanza brevi, quasi dei primi piani dentro le vite dei testimoni. Delle tranche de vie, singoli episodi tragici e tragicomici. La bellezza di questi racconti consiste nel riuscire a esprimere il massimo drammatico nel minimo drammatico, nel rappresentare il senso dell’orrore come della speranza nella dimensione della concretezza della vita vissuta.

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