Cile: proseguono le operazioni di scavo per riportare in superficie i 33 minatori che da un mese sono costretti a vivere a 700 metri di profondità, in seguito al crollo della miniera in cui stavano lavorando. Le loro condizioni fisiche continuano a migliorare grazie al cibo, all’acqua e ai medicinali inviati attraverso il piccolo tunnel di emergenza scavato dai soccorsi. È stato possibile anche inviare loro magliette pulite, scarpe di gomma per proteggersi dal fango, torce e delle leggere brandine smontate, da riassemblare una volta ricevute.
Vicino all’ingresso della miniera, da qualche giorno è stato improvvisato un piccolo ufficio postale che permette a minatori e famiglie di scambiarsi lettere e piccoli doni. Un appiglio fondamentale per i prigionieri, chiusi nell’oscurità di una prigione umida e aspra: alcuni scrivono anche quattro o cinque lettere al giorno, indirizzandole a mogli, figli, nipoti. Con la loro grafia incerta e tremante di chi è costretto a scrivere al buio o quasi, i minatori sanno bene che quei foglietti stropicciati sono l’unico strumento di comunicazione quotidiana con l’esterno. Ed è qui, nelle righe indirizzate ai loro cari, che si lasciano andare al racconto sincero e straziante delle durissime condizioni di vita:
“Non ti dirò bugie, qua sotto stiamo malissimo, è pieno d’acqua, sopra di noi la montagna si muove e se ci fosse un altro crollo non avremmo molto spazio dove scappare. Cerco di essere forte ma non è facile”.
Pur di non allontanarsi dalla miniera, buona parte delle famiglie ha preferito allestire delle tende nelle vicinanze e osservare da vicino i lavori di soccorso. Tutt’intorno è un brulicare di scritte sulle rocce, striscioni e altarini improvvisati con fotografie e messaggi di solidarietà, ricolmi di fiduciosa attesa.
I lavori per riportare a casa i 33 uomini sono avviati da giorni: alle due trivelle già in funzione, se ne aggiungerà presto una terza ancora più veloce. A scopo cautelativo, per ora il governo cileno continua a parlare di quattro mesi di lavoro, ma secondo alcuni esperti le operazioni di scavo di un nuovo tunnel potrebbero richiedere molto meno tempo.
Secondo gli esperti NASA inviati sul luogo, è importante che i minatori, nei prossimi giorni, inizino a fare esercizio fisico e ad assumere integratori di vitamine, in particolare di vitamina D, per compensare le carenze alimentari e il lungo periodo senza esposizione alla luce solare. Al Holland, lo psicologo dell’ente spaziale, sottolinea la necessità che mantengano una certa regolarità degli orari per simulare il normale ciclo sonno – veglia, indispensabile per non far diminuire la loro capacità di concentrazione. Fattore non da poco, considerato che i minatori potrebbero restare intrappolati ancora per settimane.










