Un papabile risparmio COMMENTA  

Un papabile risparmio COMMENTA  

A chi non farebbe piacere ricevere una telefonata dal Papa in persona, il quale ti rassicura e ti conferma che il sacrificio è una prerogativa di pochi, per poi benedirti in forma telematica? Questo è Papa Francesco, il vicario di Cristo più umile degli ultimi 300 anni. Il pontefice che oltre a scendere in piazza, tra la gente ‘mortale’, si porta da se il baglio sull’aereo – una modesta borsa con al suo interno chissà quale cambio, visto le ridotte dimensioni –. Un Papa che telefona a chi gli scrive in privato, confortandolo, e se la linea del suo ufficio è occupata, visto la frequenza con cui sta al telefono, non c’è problema, lo si può sempre contattare su Twitter. Sua Santità Francesco, che ben presto sarà chiamato “Franci” o “Fra”, per la confidenza dei suoi approcci, sarà anche ricordato come il pontefice che invece di usare la papamobile (un’autoblindo incrociato tra un’osservatorio astronomico e un cellulare anti sommossa), preferisce spostarsi tra le gente con la Cinquecento. Oppure per aver rifiutato l’anello di San Pietro, interamente in oro massiccio, con un più economico anello in argento mentre al polso porta un orologio di plastica stile Swatch. Ha persino rinunciato alla mantellina bianca con finiture in ermellino e a ogni accessorio di lusso. (Va anche portato a conoscenza che le scarpe rosse che in questi anni hanno fatto discutere, non erano prodotte da Prada, fatto mai avvenuto, ma erano prodotte da un artigiano di Novara ndr).

Pranzi, appartamenti, accessori e viaggi ridotti, in molti casi ripudiati. Questo è Papa Francesco o…[…]…forse no? Probabilmente questo rifiuto, quasi obbligatorio, verso lo sfarzoso quanto mai inutile lusso sfrenato, non è solo la volontà di un uomo parsimonioso e comprensibile della tribolazione dei figli di Dio, come avrebbero dovuto essere tutti i suoi predecessori: predicatori di umana compassione e insegnanti del sacrificio altrui, non il proprio. Si potrebbe invece pensare che si tratti di una scelta strategica mirata per ripulire il Vaticano dalle continue accuse e da alcuni scandali, di conseguenza: l’allontanamento dei fedeli in ‘crisi’, verso una Chiesa ricca, spregiudicata e divinamente lontana dal professare la parola di Dio, non solo per alcuni reati legati alla persona, come la pedofilia, ma per altri delitti speculativi, che se si fossero compiuti in certe borgate, da Palermo a Bolzano, e da certi personaggi non molto inclini all’onestà, avrebbero preso il nome di «ruberia».


Un esempio è Paul Marcinkus: il cardinale manager che diede il 37% delle Azioni della Banca Cattolica del Veneto al Banco Ambrosiano, di proprietà di Roberto Calvi; quest’ultimo fu poi trovato impiccato sotto un ponte, con dei mattoni in tasca, per vicende ancora oscure.

Nel pentolone dell’inchiesta entrò anche lo scandalo di obbligazioni false che furono ‘donate’ dalla malavita newyokese allo Stato papale. Oppure il Caso Vatileaks: lotte di potere all’interno del Vaticano, facendo aggiungere al Dipartimento di Stato Americano, per la prima volta, il più piccolo Stato al mondo nella lista dei Paesi a rischio riciclaggio.

Senza dimenticare alcuni gravi atti di pedofilia, coperti da alcuni vescovi e cardinali i quali, per risolvere il problema, spostarono semplicemente di alcuni chilometri i preti accusati di quell’ignobile reato, da una parrocchia all’altra.

Ci viene da pensare che questa umiltà ecclesiastica che Papa Bergoglio sta dimostrando, elargendola a tutti i fedeli (viste le preoccupanti condizioni economiche cui versa il nostro Paese), sia una forzatura consigliata dall’interno per apparire meno appariscenti e più semplici.

L'articolo prosegue subito dopo

Sarebbe pavido un tale comportamento nell’abbandonare improvvisamente l’opulenta ricchezza ostentata in questi anni dalla Chiesa, senza essere avallati da una tra le più potenti banche al mondo, la A.P.S.A. (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), l’organo della Santa Sede che si occupa del patrimonio economico, o da organi come lo I.O.R, (Istituto per le Opere di Religione) erroneamente scambiato per la banca di Cristo o da alti prelati (ministri) titolari di 21 dicasteri all’interno della Città del Vaticano. Qualunque sia il progetto di redenzione nell’apparire meno spendaccioni, studiato dal Vaticano, a noi sta bene, dopotutto il sacrificio non è solo sempre a discapito del popolo. Adesso però, che la Chiesa ha dimostrato una significativa riduzione delle spese, sarebbe bene che incominciasse anche il Governo a ridimensionare alcuni «sperperi», in fin dei conti chi parla con Dio c’è riuscito, e voi?

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*