Un soldato cerca di “riparare” la sua vita dopo il ritorno dall’Afganistan

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Un soldato cerca di “riparare” la sua vita dopo il ritorno dall’Afganistan

Il tenente Aaron Dunn si è arruolato in Afghaninistan nel marzo 2012.
Il suo gruppo, la 4 divisione della Fanteria, si è occupata di tenere a bada gli attacchi dei talebani nella provincia di Kunar. In seguito al ritorno, ecco alcune delle sue impressioni:
” La guerra e il ritorno a casa hanno emozioni e sentimenti divcersi per ogni soldato. Per me è stato Dio e la mia famiglia. Sono riuscito a salvarmi grazie alla mia fede in Dio, al supporto dei miei compagni e della mia famiglia. Non mi sono mai preoccupato troppo durante lo schieramento, grazie alla mia fede”.

Il supporto di coloro che servono la patria:
” Per molti soldati, è il ritorno a casa che li guida. Il supporto della famiglia e degli amici è molto importante. E’anche importante il supporto delgi abitanti americani, un loro ” grazie” è sufficiente.”

Il tributo emotivo:
“Per quanto mi riguarda, penso che sia dura per i familiari, soprattutto dopo che l’unità sceglie una vittima.

Personalmente non riesco a immaginare, ad aspettare, a non sapere se il tuo amore è vivo, se sta bene, e avere il panico ogni volta che una macchina giunge lungo il tuo percorso, pensi che sia il cappellano militare e che ti scorti per vederti”.

Inventarsi qualcosa per il tempo perso con la famiglia:
“Molte persone pensano che la qualità del tempo possa annullare la lunga assenza. Non è così. E’ la quantità del tempo che lo fa. E’ il tmepo che trascorri nel fare le cose che ti diverte, ma è anche il tempo trascorso facendo i lavori quotidiani, e altre routines che permettono a una famuiglia di stare insieme. Emma aveva 5 mesi quando mi sono arruolato e 14 mesi quando sono tornato. Potevo stare in contatto con la mia famiglia e avevo la fortuna di guardare Emma che iniziava ad andare a carponi grazie a Skype”.

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