“Una bellissima ragazza”, Ornella Vanoni si racconta in un’autobiografia COMMENTA  

“Una bellissima ragazza”, Ornella Vanoni si racconta in un’autobiografia COMMENTA  

Una vita piena, intensa, ricca di grandi soddisfazioni, riconoscimenti e incontri. E’ la vita di Ornella Vanoni, che lei stessa racconta, in una interessante autobiografia dal titolo “Una bellissima ragazza”, edita da Mondadori, scritta in collaborazione con il giornalista e scrittore Giancarlo Dotto.

Una delle più grandi protagoniste della canzone italiana si racconta in queste pagine con la semplicità e la sincerità di chi ha tutta la consapevolezza di essere una grande artista.

A 77 anni Ornella Vanoni si sente libera di dire e di raccontare quello che vuole, togliendosi, tra le righe, anche qualche sassolino dalla scarpa.

Leggendo le pagine del volume, che alternano momenti di riflessione a momenti leggeri, passando al puro divertimento con la pungente ironia e soprattutto autoironia che solo i grandi riescono a sfoderare, il libro si legge tutto d’un fiato, arrivando alla fine con l’impressione di aver fatto una lunga chiacchierata, non solo con la Vanoni, l’artista amata da generazioni, ma anche con Ornella, una donna con le sue fragilità, paure e insicurezze.

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I ricordi di Ornella Vanoni vanno molto indietro, fino a quando, bambina, vedeva nella figura di suo padre un uomo invincibile, sicuro, col suo cappotto grigio con spalle larghe che glielo facevano sembrare immenso, fortissimo, più forte della paura, più forte delle bombe, più forte della guerra. Una persona che poi, crescendo, ha imparato a conoscere come un uomo fragile e buono, che con la guerra aveva perso tutto. Ed è proprio con la figura paterna che la giovane Ornella comincia a mitizzare gli uomini, sua croce e delizia, confessando, ancora oggi, di non aver mai smesso di sognare che qualcuno la sollevi da terra e la porti via con lui, al sicuro per sempre, al sicuro da ogni paura. Gli uomini sono stati una costante fissa nella vita di Ornella Vanoni; tra le grandi storie che l’artista con generosità di dettagli e di aneddoti racconta, c’è quella con il grande Giorgio Strehler che le spalanca prima le porte del “Piccolo”, e quindi del Teatro nazionale e internazionale ai massimi livelli, e poi quelle della canzone, inventandosi la figura della cantante della “mala”. Ma il grande amore della sua vita, quello che l’ha fatta gioire, soffrire, versare lacrime è stato quello per Gino Paoli, autore di alcuni tra i suoi  più importanti successi, come “Senza fine”, “Il cielo in una stanza” e “Che cosa c’è”. Ornella Vanoni ricorda, nel periodo della storia con Paoli, che andava in giro sempre con un sacco pieno di gettoni per telefonare il suo amato, che nel frattempo, racconta lei, gliene combinava di tutti i colori. Quello che viene fuori da questo libro è sicuramente il ritratto di una donna che ha vissuto appieno la sua vita, facendosi guidare soprattutto dal cuore, lasciando che gli eventi si susseguissero nel corso della vita, concedendosi qualche “fuori programma”, cogliendo le opportunità che si presentavano, senza mai fare troppi progetti, proprio come canta in quella sua canzone, divenuta un vero inno di speranza, domani è un altro giorno, si vedrà.

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