Una biblioteca nel DNA

Tecnologia

Una biblioteca nel DNA

Pensate alla mole di informazioni contenute in 70 miliardi di libri di testo e immaginatevela racchiusa in uno spazio grande quanto la punta di un pollice. Possibile? Sì! Merito dell’americano George Church, genetista dell’università di Harvard, che è riuscito a decodificare qualsiasi tipo di informazione e a convertirle nei nucleotidi del DNA.

Il primo esperimento, riuscito, è stato eseguito sul suo libro Regenesis, come la biologia sintetica reinventerà la natura e noi stessi. Dapprima è stato convertito in codice binario il quale, a sua volta, è stato suddiviso in blocchetti da 96 bit l’uno che vanno a formare la sequenza di DNA.

La densità di dati in questo modo inseribili in un’elica di DNA è pari a un milione di gigabit per millimetro cubo. Per rendere l’idea: soli quattro grammi di DNA riuscirebbero a contenere tutte le informazioni e tutti i dati digitali prodotti sulla terra in un anno.

L’autore del libro, assieme ai suoi collaboratori, ha detto “Vogliamo dimostrare che il mondo moderno e’ pieno di zero e uno, non solo di lettere dalla A alla Z”.

L’unico inconveniente, purtroppo, che rende questa tecnologia difficile da utilizzare su larga scala è la lentezza con cui vengono registrate le informazioni.

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