Una “cannonata” di Governo

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Una “cannonata” di Governo

Nuovi acquisti bellici da svariati miliardi di euro. Due satelliti da 2 miliardi e 465 dipendenti della Difesa.

Siamo alle solite nel nostro Paese. Mentre alcuni imprenditori, stritolati dalle tasse (non sempre eque e congruenti), da leggi feudatarie e intimoriti da quell’ente supremo di nome Agenzia delle Entrate, si tolgono la vita impiccandosi nelle loro aziende, come fosse un quadro della Bentivenga, il Governo continua e “investire” nel campo bellico, spendendo miliardi di euro. Sono cambiati governi e governanti, paladini e giustizialisti, ma la vergogna dello sperpero di soldi nel nostro Paese rimane indelebile. Un domino privo di morale, ormai impossibile da fermare. Una insensata corsa agli armamenti più tecnologici, spendendo miliardi di euro mentre il popolo crepa di fame: un paragone che sa molto di India, Pakistan o Cina. Mentre in questi mesi si parla di F35 – cacciabombardieri di ultima generazione – o di Tav in Val Susa, il nostro Governo ha già fatto compere, eccome! Tutto questo ricorda l’illusionismo di abili prestigiatori che mentre catturano lo sguardo del pubblico, facendogli vedere un oggetto pronto a sparire, nell’altra scatola ne è già apparso un’altro, a loro insaputa. Un po’ come è avvenuto negli ultimi tempi nel “Paese dello stivale”. Ma partiamo con ordine. Da inizio anno sono stati acquistati dei Meads (missili terra-aria), al costo di 600 milioni di euro ma pare, e dico pare, che non possano mai essere adoperati per motivi tecnici. «Bene, siamo in buone mani!». Però potremmo rifarci l’orgoglio con i 4 satelliti spia «vorrei sapere per spiare chi o cosa…» che negli ultimi quattro anni e mezzo ci sono costati 1 miliardo e 137 milioni di euro. Oltre ai satelliti spia ci sono anche Skycral e Skymed, due satelliti militari del costo di 2 miliardi, ma bisognerà spenderne un terzo per il loro mantenimento nei due anni a venire. Non male. La cosa più sconvolgente, oltre che dubbia (se fatta da un cittadino risulterebbe illegale) sta nel fatto che ogni acquisto avviene senza procedure di gara e con indicativi di costi molto appannati. La gestione di tali strutture viene poi puntualmente affidata a società del gruppo Finmeccanica, anche in questo caso senza gare e appalti. I nostri “onorevoli” parlamentari hanno approvato queste spese senza fare troppe domande, è ovvio: a chi interessa ficcare il naso in cose che non lo riguardano? Anche loro «tengono famiglia». Nessuno ha parlato, ne al Senato, tanto meno alla Camera. Opposizione o i partiti di maggioranza? No, non pervenuta. Hanno detto tutti “si!”, stringendosi le mani e ghignando. Chi non ha espresso un “no!” è perché quel giorno al Parlamento non c’era, semplice. Un’altra bella spesa all’insaputa nostra – giusto per non perdere il vizio del dannatamente sfacciato –, è quella della Forza-Nec: un sistema di informatizzazione e digitalizzazione dell’intero esercito, il quale ci costerà 22 miliardi di euro. Rimanendo in tema di guerre, il Segretariato generale della Difesa, composto da 465 persone, ci costa – solo di stipendi – 36 milioni di euro all’anno, cui si aggiungono altri 36 milioni per i vari costi di gestione. E le vecchie armi che fine fanno? La difesa vorrebbe venderle, certo, ma a chi? Addirittura il Ruanda ha rifiutato la proposta, quindi non ci resta che rottamarli con un costo di smaltimento quasi uguale al costo del mezzo. Attenderemo come sempre che qualche nuova arma venga introdotta nel nostro arsenale, senza che nessuno se ne accorga, come fa la moglie con il marito quando compera una gonna nuova e la mette tra le vecchie nell’armadio. Ci eravamo illusi (in questi ultimi mesi) che ormai tutto fosse controllabile, entrate e uscite. Che qualcuno si fosse pentito e avesse sfoderato quella parola ormai persa che è l’indignazione. Le parole di alcuni ci avevano rassicurati, facendoci sentire controllori, non controllati, in un sistema corrotto e sperperatore (di denaro pubblico), ma qui l’unico modo per controllare chi spende è usare un satellite spia.

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