Una schiava del sesso fugge dall’Isis COMMENTA  

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Schiave sessuali dell’Isis: Lamiya è riuscita a fuggire dalle torture dei miliziani, ma ha perso la vista. Sono ancora 3000 le schiave sessuali prigioniere.

Lamiya Aji Bashar è una delle poche riuscite a sfuggire agli artigli dell’Isis.

Lamiya ha passato due anni a subire torture, violenze e atrocità di ogni tipo, insieme ai suoi fratelli e sorelle. Ha provato cinque volte a fuggire, ma tutte le altre volte è stata riportata indietro dai miliziani dell’Isis, che l’hanno poi punita duramente per la sua fuga.

Alla quinta volta Lamiya ce l’ha fatta, ma questa volta le è costata più cara delle altre: mentre scappava insieme alle sue compagne, il gruppo è incappato in una mina, sistemata per impedire ai prigionieri di fuggire ma anche agli stranieri di entrare.

Nell’esplosione hanno perso la vita Almas, una bambina di otto anni e Katherine, di soli 20 anni. Lamiya si è salvata per il rotto della cuffia, ma ha delle ferite gravissime e ha perso la vista da entrambi gli occhi.

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L’incubo per Lamiya, però, non è ancora finito: anche la sua sorellina di 9 anni è tenuta prigioniera dai miliziani dell’Isis e non c’è modo di liberarla. Il mercato delle schiave è purtroppo estremamente diffuso e le ragazzine vengono vendute come oggetti in aste segrete su Whatsapp; questo scambio continuo genera oltre 3000 schiave, di cui la maggioranza intorno ai dieci anni.

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