Unesco, arriva il via libera ai caschi blu per proteggere la cultura COMMENTA  

Unesco, arriva il via libera ai caschi blu per proteggere la cultura COMMENTA  

E’ arrivato nella giornata di ieri il via libera del Consiglio Esecutivo dell’Unesco all’impiego di truppe ONU a protezione di siti di interesse culturale in tempo di guerra.


Se ne parlava da mesi e la proposta era partita proprio dall’Italia. Renzi l’aveva esposta poche settimane fa davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, presenti il Segretario Ban Ki Moon e il presidente USA Barack Obama e lo aveva fatto sottolineando il contenuto trans nazionale che caratterizza la necessità di proteggere i siti culturali in quanto beni di proprietà e interesse dell’intera umanità.


Ieri a Parigi è arrivata l’approvazione, dopo una discussione che molte fonti riportano come intensa, nella quale tutti i paesi partecipanti hanno dato un contributo, desiderosi, forse, di assumere un ruolo in quella che potrebbe davvero rappresentare una svolta nella gestione delle emergenze di guerra da parte della comunità internazionale.


Lo scempio recente del sito di Palmira ha senz’altro avuto un peso enorme, per la vicinanza temporale, ma in molti è ancora vivo il ricordo di altri misfatti terribili e irrimediabili, come quello dei Buddha di Barnyan ad opera dei Talebani, ricordato da molti organi di stampa. Ora, con questa votazione da parte del Consiglio Esecutivo Unesco, la comunità internazionale ha voluto dare il messaggio chiaro e inequivocabile che l’iconoclastia non sarà più tollerata, e che la cultura dovrà sempre essere protetta (e non usata) in caso di guerra.

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La risoluzione, sostenuta in prima fila dall’Italia, è stata sottoscritta da 53 paesi e approvata dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Una vittoria che il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini ha definito “un successo internazionale del nostro paese, che segue al grande consenso dopo quello ottenuto a Milano con l’approvazione di 83 Paesi della Dichiarazione sulla Protezione del Patrimonio Culturale” e grazie al quale “l’Italia si conferma come guida nella diplomazia culturale”.

Dello stesso tono il commento via Twitter del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il quale ha scritto che “l’Unesco approva la mozione promossa da noi sulle missioni di protezione del patrimonio nelle aree di crisi”, evidenziando che “l’Italia è in prima linea per la cultura”.

Non sfugge, però, a questo punto, la delicata questione delle consegne alle quali dovrebbero attenersi i cosiddetti “Caschi Blu della Cultura“, argomento sul quale finora è stato detto poco o nulla, ma che rappresenta un problema di primissimo piano. “Bisogna adesso definire subito gli aspetti operativi di questa task force internazionale” ha infatti evidenziato il ministro Franceschini, conscio del fatto che l’approvazione di principio debba tradursi il più in fretta possibile in una indicazione concreta che consenta di “intervenire laddove il patrimonio dell’umanità è messo a rischio da catastrofi naturali o da attacchi terroristici”.

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