Ungheria, bocciata la proposta di rifiutare l’ingresso ai migranti nel paese COMMENTA  

Ungheria, bocciata la proposta di rifiutare l’ingresso ai migranti nel paese COMMENTA  

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In Ungheria non è passato l’emendamento costituzionale proposto dal premier Orban per vietare l’accoglienza ai migranti. Per soli due voti.

L’Ungheria ha deciso di non modificare la propria legislazione in tema di accoglienza ai migranti. L’attuale premier Viktor Orban aveva tempo fa proposto un emendamento costituzionale che imponeva il divieto all’insediamento di migranti sul suolo ungherese. Per l’approvazione, sarebbe stato necessario ottenere la ratifica del Parlamento, che invece non è arrivata.


Bocciato l’emendamento costituzionale voluto dal premier ungherese Viktor Orban: al no all’accoglienza ai migranti mancano due soli voti

Con la quota di maggioranza fissata a 133 voti, infatti, il conteggio dei sì a favore della proposta di Orban si è fermato a 131. Contro hanno votato tutti i partiti di opposizione al governo (Orban è premier per la formazione di destra Fidesz), nonché il partito di estrema destra Jobbik. Per il leader ungherese Viktor Orban si tratta di una sconfitta politica importante, nonché amara dal momento che sono stati soltanto due i voti mancanti per l’approvazione.


Già tentata quest’anno anche la strada del referendum

L’Ungheria rimane uno dei paesi che, anche per le caratteristiche politiche della forza di governo, presenta maggiore ritrosia a collaborare nella gestione dell’emergenza migranti. Quest’anno, nel paese è stato indetto un referendum per decidere se accettare o meno la quota di profughi assegnata a Budapest in base al sistema di ricollocamento. Il quorum del 51% non è stato raggiunto (l’affluenza è stata del 40%), ma fra i votanti spiccava il 98% di voti non favorevoli ad accogliere i migranti.


Dal fallimento del referendum è poi emersa la strada dell’emendamento costituzionale, anch’essa naufragata dopo il voto del parlamento ungherese. A questo punto toccherà di nuovo a Orban scegliere la prossima mossa, sempre nell’ottica di rifiutare l’accoglienza ai circa 1500 profughi che il sistema di ricollocamento deciso da Bruxelles assegnerebbe all’Ungheria.

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