Ungheria, il castello ottocentesco abbandonato di Schossberger

Curiosità

Ungheria, il castello ottocentesco abbandonato di Schossberger

Castello ungherese
Il castello abbandonato e misterioso

Il castello ottocentesco abbandonato di Schossberger è uno dei castelli dell’Ungheria. Il proprietario dal cui famiglia prende il nome, venne nominato barone da Francesco Giuseppe.

La storia

Castello in Ungheria

II castello di Schossberger si trova a Tura, nella Contea di Pest nell’Ungheria settentrionale, e per la città è una sorta di simbolo. Prende il nome dall’ultima famiglia a cui è appartenuto, quella di Zsigmond von Schossberger (1826 – 1900), magnate locale dello zucchero. Questi, nel 1873, aveva acquistato il castello dai Conti Esterhàzy – famiglia a cui, come forse qualcuno ricorderà, apparteneva la prima dama di compagnia dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria e regina d’Ungheria, universalmente conosciuta come Sissi, il cui marito, l’Imperatore Francesco Giuseppe, aveva concesso il titolo di barone a Schossberger –. Il nobiluomo che ora era diventato proprietario del castello, lo fece ricostruire come residenza di famiglia all’architetto Gyula Bukovics, che progettò un meraviglioso palazzo rinascimentale. I lavori terminarono 10 anni più tardi.

Edificio abbandonato

Nel 1930 la non più prospera situazione economica dei von Schossberger, costrinse Victor, figlio di Zsigmond, a vendere migliaia di ettari di terreno. Dopo la morte di Victor, la tenuta passò in eredita a suo figlio, a cui era stato dato lo stesso nome di battesimo, e a sua figlia Clara, ma i due fratelli ebbero difficoltà a mantenere il palazzo.

Dopo lo scoppiò della Seconda Guerra Mondiale, esso divenne quartier generale dei nazisti, che mandarono in rovina ciò che rimaneva della fortuna dei von Schossberger.

Quando arrivò l’Armata Rossa nel 1944, il castello fu definitivamente abbandonato e i baroni emigrarono nel Regno Unito. Nell’edificio si stabilirono i soldati sovietici e nel 1945 lo trasformarono in un ospedale di guerra. I comunisti espropriarono ufficialmente la famiglia von Schossberger del palazzo, nazionalizzandolo. In seguito, dopo la fine del conflitto, esso venne adibito a scuola elementare nel 1946 e tale rimase fino al 1973. Poi venne gestito da una società pubblica e infine lasciato in abbandono.

L’edificio oggi

Interno

Negli Anni Ottanta ebbe numerosi proprietari, ma oggi è un edificio piuttosto fatiscente. Nel 2005 si cominciarono ad eseguire timidi lavori di ricostruzione, tuttavia più tardi furono interrotti. Rimangono parti pericolanti, il solaio e i balconi non hanno ringhiere e, chi vuole raggiungere la torre, sappia che fuori c’è un ponticello sospeso nel vuoto per arrivare ai tetti. A rendere il tutto ancora più macabro, contribuisce la presenza di pipistrelli, che si aggirano nella notte attorno a quelle mura.

Nonostante quanto detto, con i dovuti accorgimenti il castello è visitabile, a pagamento per gli adulti e gratis per i bambini – all’interno c’è un bigliettaio -. E’ un luogo veramente suggestivo e purtroppo ancora poco conosciuto, quanto meno rispetto ad un altro castello dell’Ungheria, quello di Gödöllő, in cui Elisabetta d’Austria soggiornò spesso e con piacere, al riparo dal rigido cerimoniale di corte viennese, che la opprimeva.

Una società chiamata Castello di Tura progetta di trasformare il Castello di Schossberger in un hotel a 5 stelle: nel rispetto dello stile voluto dai baroni che vi abitarono, ad esso dovrebbe essere aggiunta un’altra ala, per costruire un totale di 120 camere più una sala conferenze. Inoltre l’albergo dovrebbe disporre di un lussuoso ristorante con una terrazza, di un centro benessere e poi il parco dovrebbe essere rinnovato. Per ora il castello è stato scelto un paio di volte come set cinematografico: ha per esempio ospitato le riprese del film Nella terra del sangue e del miele, uscito alla fine del 2011, segnando il debutto di Angelina Jolie come regista.

Tratta della guerra in Bosnia, ma non avendo avuto l’autorizzazione per girarlo in loco, Angelina ha scelto l’Ungheria.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche