Unicorno: significato e origine del mito

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Unicorno: significato e origine del mito

Lo vediamo spesso raffigurato nei disegni o nei peluche, ma qual è il vero significato dell’Unicorno? Le sue origini nascondono delle bellissime leggende, scopriamole insieme!

Il nome deriva dal latino “unicornis” (un solo corno) ed è un animale con il corpo di cavallo e con appunto un solo corno in mezzo alla fronte. Da sempre questa creatura magica ha appassionato artisti e sovrani.
William Shakespeare ne parlava ne “La Tempesta” (terzo atto) come un animale fantastico e i sovrani invece erano soliti avere tra i loro tesori dei corni dell’animale.
Secondo la leggenda infatti, il corno aveva dei poteri magici e se veniva toccato da una persona gravemente ammalata, questa veniva guarita. Questo accadeva poichè si pensava che durante il Medioevo, molti animali si riunivano a notte fonda attorno ad una pozza d’acqua ma dalla quale non potevano abbeverarsi, poichè era avvelenata. Solo il sopraggiungere dell’Unicorno, avrebbe purificato l’acqua.

Essendo un animale così puro e di animo buono, l’Unicorno non poteva essere cavalcato da chiunque.

per questo si vede spesso l’animale raffigurato con una vergine, un mago, un elfo o una fata.

Un’antica storia invece, racconta che i cavalli discendono proprio da queste splendide creature:

“Tanti secoli fa, nel regno delle Fate, viveva l’Unicorno. Un giorno, una fata, chiese all’animale di portarla nel regno degli uomini. Inizialmente, l’unicorno non era molto d’accordo, ma poi si fece convincere. Quando arrivarono alla meta, la fata fuggì nel bosco, lasciando l’animale solo e impaurito poichè non riusciva più a trovare la strada per tornare a casa. La regina delle Fate, ignara del fatto, accusò l’animale di essere scappato volontariamente, così si trasformò in una bestia con i colori della notte e lo inseguì, preparandogli una trappola in un cespuglio di more. All’Unicorno, non era mai successo di ferirsi e per la prima volta in vita sua, vide il sangue. In quel momento, tutta la sua magia svanì, e si trasformò in un cavallo, dando così origine alla stirpe”.

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