Unione Europea, numeri della manovra italiana non sono quelli concordati
Unione Europea, numeri della manovra italiana non sono quelli concordati
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Unione Europea, numeri della manovra italiana non sono quelli concordati

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Dall’Unione Europea è arrivato un primo commento alla manovra finanziaria per il prossimo anno. I numeri non sono quelli pattuiti.

Per la manovra finanziaria del governo Renzi adesso è il momento del confronto con l’Unione Europea. Entro la fine di novembre, la Commissione darà il suo parere sull’insieme di misure studiate dall’esecutivo italiano e il timore è che possano esserci cambiamenti importanti.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa, fonti vicine alla Commissione Ue si sarebbero già espresse in merito alla manovra sostenendo che i numeri in essa riportati non coincidono con quelli concordati tempo addietro. “Il punto chiave” riporta sempre l’Ansa, “è vedere i numeri e che cosa c’è dietro”. Non è una bocciatura ma un dubbio sollevato ancora prima di vedere le carte.

Rapporto deficit Pil, regole sulla flessibilità, eventi eccezionali

Fra i numeri, quello che senz’altro sarà più importante nella discussione con la Commissione Ue è quello che indica il rapporto fra deficit e Pil.

Al momento vale 2,3%. Nella prima stesura del Documento di programmazione economica e finanziaria era posto a 1,8%, in seguito è diventato 2%. Dopo l’approvazione del Parlamento affinché tale rapporto potesse essere alzato fino al 2,4% si è arrivati al valore finale, quello attuale.

Il numero cui fanno riferimento al momento in Commissione Ue è con ogni probabilità 1,8%. Tale valore è stato in effetti concordato la scorsa primavera, ma nel frattempo sono intervenute almeno due importanti variazioni: la prima è il conclamato fallimento del sistema di ricollocamento dei migranti, che ha comportato un onere imprevisto per il nostro paese, la seconda è il sisma che ha colpito il Centro Italia, evento eccezionale e dal forte impatto economico.

Il Commissario Ue Pierre Moscovici ha di recente rilasciato dichiarazioni intese ad un’apertura nella direzione della flessibilità proprio in merito a eventi eccezionali come i terremoti. Moscovici sottolineò a suo tempo il fatto che per procedere in tal senso non sarebbe stato necessario modificare nulla perché era sufficiente utilizzare in modo corretto le attuali regole.

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