USA Cuba: riaprono le ambasciate COMMENTA  

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Dopo un percorso diplomatico tutto sommato breve, iniziato lo scorso dicembre, quando Papa Francesco si è imposto come mediatore e promotore del cambiamento, ieri i rapporti fra USA e Cuba hanno vissuto la prima vera ufficializzazione del nuovo corso.

Da ieri, 20 luglio 2015, a Washington sventola infatti di nuovo la bandiera cubana, proprio al di sopra del portone dell’edificio che ospita l’ambasciata.

Cerimonia con tutti gli onori, con il ministro degli Esteri dell’isola Bruno Rodriguez al fianco dell’omologo statunitense John Kerry, fra strette di mano e sorrisi. Scene che non si vedevano da più di cinquant’anni e che davvero sembrano segnare l’inizio di un nuovo mondo.

Il 14 agosto Kerry volerà a L’Avana e sarà il turno della riapertura dell’ambasciata USA sull’isola.
Nel frattempo, fra i giustificatissimi festeggiamenti, non bisogna dimenticare le questioni ancora aperte fra i due paesi. Le rispettive diplomazie sono infatti già al lavoro per trovare soluzione alle accuse di violazione dei diritti umani da parte del regime castrista, alla confisca delle proprietà americane e, soprattutto, all’embargo che dal 1960 tiene Cuba separata dal resto del mondo.

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Le premesse sono buone, senza dubbio la volontà è quella di risolvere, ma è pur vero che non bisogna sottovalutare il ruolo di alcune fazioni politiche che hanno già dichiarato di non vedere di buon occhio questo cambiamento, come il repubblicano USA Marco Rubio, che ha accusato di debolezza il presidente Obama nella gestione dei nuovi rapporti con Cuba.

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