USA: via ai trapianti di viso e mani negli ospedali

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USA: via ai trapianti di viso e mani negli ospedali

Come avviene attualmente per cuore, fegato e reni, i cui trapianti sono regolati da un sistema nazionale che prevede liste d’attesa, test di compatibilità e programmi di prevenzione per eventuali rigetti ed infezioni, presto in USA saranno regolamentati anche trapianti di faccia e mani.

Certo, trapiantare un volto potrebbe sembrare un intervento incredibile, invasivo e radicale per la maggior parte delle persone; ma non la pensano allo stesso modo coloro che dopo anni passati con il volto sfigurato, senza poter mangiare normalmente, riuscire a parlare o a vestirsi, possono finalmente tornare ad una vita accettabile.

Sembrerebbe che negli Stati Uniti sempre più ospedali si stiano attrezzando per poter offrire anche questo servizio, soprattutto per i soldati feriti tornati a casa. Infatti più di mille soldati hanno perso un braccio o una gamba in Afghanistan o in Iraq e il Governo stima che 200 soldati potrebbero essere già candidati per il trapianto di faccia.

Ma non è solo la guerra a rendere utile il trapianto di viso e mani, infatti dal 2005 sono stati effettuati quasi una ventina di trapianti in tutto il mondo, a partire da una donna francese che è stata sbranata dal suo cane fino ad arrivare al caso più recente di una donna del Connetcticut, Carla Nash (nella foto) sbranata da uno scimpanzé.

Problemi relativi al rigetto ed infezioni? I pazienti dovranno prendere farmaci probabilmente per tutta la vita; ma ne vale la pena per tornare ad una vita normale.

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