Vacanze in moto in Corsica

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Vacanze in moto in Corsica

Per decidere se scegliere questa meta, è importante sapere che la Corsica possa assomigliare alla Sardegna, niente di più sbagliato! La speculazione edilizia è una rarità, in tutta la regione vivono circa 300.000 persone (quanto una provincia come Ravenna per dare l’idea) e la morfologia è quanto di più vario si possa trovare in un’estensione così limitata. La Corsica è una terra selvaggia, dove la natura la fa ancora da padrona. E’ un territorio che non soffre la sete, anzi, è ricco di corsi d’acqua. A soli 1.000 m. di altitudine la vegetazione inizia già ad assomigliare a quella delle nostre Alpi e la vetta più alta supera i 2.700 m. Ponete sempre la dovuta attenzione agli odori, dal salmastro delle coste ai profumi della montagna.

L’itinerario proposto è diviso fra nord e sud e permette di visitare la Regione quasi in ogni suo aspetto. Inutile parlare di tempi, ci si può impiegare da poche settimane fino anche a mesi se si vuol esplorare ogni caletta, noi l’abbiamo fatto in tre settimane piene in due periodi diversi dell’anno, giugno e settembre.

L’itinerario che proponiamo è diviso in Haute course e Course du sud.

Haute Course:
il punto di partenza è Bastia, porto di sbarco per le navi provenienti da Livorno.

Il suo centro è un susseguirsi di vicoli e stradellini e merita una visita. Peccato che l’essere un così importante riferimento la renda anche caotica e, a quanto pare, pericolosa. Assolutamente d’obbligo trovare per la moto un ricovero sicuro. Dopo aver di conseguenza pernottato fuori città (presso l’affittacamere “Chambres da Jo” nel paesino di Moia al prezzo di 46,5 € per una doppia con bagno, piccola ma pulita in una struttura da poco rinnovata), ci dirigiamo verso nord per il giro del “dito di Corsica”.

Course du Sud:

La parte Sud della Corsica è quella maggiormente votata al turismo balneare grazie alla presenza di molte fra le più belle spiagge della regione ed è soprattutto la facilità nel raggiungerle nonché la loro estensione a renderle idonee al turismo di massa. Le più famose non sono le più affascinanti che la Corsica possa contare, ma spesso unicamente le più conosciute e frequentate, sempre comunque splendide.

Accanto a strisce di sabbia lunghe centinaia di metri non mancano ad ogni buon conto le più piccole calette ed è un vero divertimento partire al mattino presto alla scoperta di un angolo diverso della costa. Le strade offrono moltissimi passaggi per giungere al mare ed ognuno porta ad una differente spiaggetta, ci vorrebbero mesi per esplorarle tutte. Prima di iniziare l’itinerario vorremmo infine porre l’accento su Bonifacio, per dire che ci ha letteralmente stregato. Vedremo poi perché.

Partiamo da Ajaccio, di cui si è già ampiamente dibattuto nella sezione intitolata alla Corsica del Nord. Scendendo verso sud la scelta si pone fra l’entusiasmante strada statale, ottima per divertirsi alla guida della moto e la litoranea, al solito stretta, tortuosa e piuttosto sconnessa ma foriera di begli scorci. Indicativamente fino a Coti Chiavari il nastro d’asfalto si mantiene in buone condizioni pur con curve sempre più strette man mano che si sale in quota sul Col de Cortonu (dove si trova un discreto ristorante), mentre successivamente si incontra un tratto molto sconnesso lungo una ventina di chilometri che va a migliorare avvicinandosi a Porto Pollo (minuscola località che ha tutta l’aria di un tipico abitato di pescatori in parte riciclato a fini turistici).

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