Il vaso di Pandora: quali sono le origini del mito?

Il vaso di Pandora: quali sono le origini del mito?

Curiosità

Il vaso di Pandora: quali sono le origini del mito?

Pandora

Il mito greco più famoso sopravvive dentro la metafora più nota

La frase “aprire il vaso di Pandora” è sicuramente un modo di dire assai comune nel linguaggio moderno. Significa fare un’azione all’apparenza innocua, ma che poi risulta essere deleteria per diversi motivi. Anche se la frase è molto comune, non è però forse noto a tutti il motivo che sta alla base di tale espressione. La genesi della metafora sta infatti tutta in un mito che risale all’antica Grecia.

Esiodo racconta nella “Teogonia” e in “Le opere e i giorni”, opere dell’VIII secolo avanti Cristo, che Zeus voleva vendicarsi del furto del fuoco divino da parte di Prometeo. Egli incatenò dunque il titano a una rupe, presso la quale andava un’aquila a mangiargli il fegato ogni giorno. L’organo così divorato ricresceva però durante la notte, provocandogli un dolore senza fine.

Pandora: Le origini del mito

Il genere umano creò poi una donna, Pandora, alla quale gli dèi regalarono ogni valore positivo.

Il nome stesso della donna deriva dalla composizione delle parole greche che significano “tutto” e “doni”. Afrodite le donò la bellezza, Apolli il talento per la musica, Atena gli abiti ed Ermes l’astuzia e la curiosità. Dal canto suo, Zeus le fece dono di un vaso, con l’ordine però di non aprirlo mai, per nessun motivo.

Nel frattempo Prometeo venne liberato da Ercole (alias Ermes), mentre Pandora aveva sposato suo fratello Epimeteo. Pandora ed Epimeteo ebbero una figlia, Pirra, in seguito genitrice del genero umano. Che fu poi interamente sterminato dopo l’avvento dell’Età dell’Oro.

Prometeo incatenato

Pandora, non trattenendo la curiosità verso il contenuto del vaso regalatole da Zeus, aprì il coperto e dalla giara uscirono tutti i mali del mondo. La gelosia, la vecchiaia, la malattia, la pazzia e il vizio si riversarono completamente su tutti gli uomini. Nel vaso rimase solo un elemento, la speranza, che non riuscì a uscire come le altre brutture.

L’uomo prima di Pandora aveva vissuto senza mali né morte. Dunque anche gli uomini, come gli dèi, erano immortali. Dal quel momento però l’umanità cominciò a soffrire la propria condizione terrena. La terra divenne essa stessa un inferno, desolata e invivibile, simile a un deserto.

phytos

A questo punto Pandora decise allora di riaprire il vaso e di farne uscire anche la speranza. Da qui deriva il detto che essa è l’ultima a morire. Tramite il mito del vaso di Pandora, la religione greca dà quindi alla curiosità prettamente femminile la responsabilità di aver reso dolorosa la vita umana.

Il vaso di Pandora oggi

Il vaso di Pandora, come molti altri aspetti e miti del mondo greco, è stato spesso ripreso nella cultura moderna. A volte la leggenda viene anche modificata per adattarla al contesto in cui viene inserita. Alcune rielaborazioni del mito si trovano ad esempio in certi di videogiochi, come nel celebre God of War.

Phytos attico

Al giorno d’oggi, dunque l’espressione vaso di Pandora viene usata per significare in maniera metaforica l’improvvisa scoperta di un problema o di una serie di problemi per molto tempo erano rimasti nascosti.

E che una volta resi manifesti non è più possibile tornare a nascondere. Un’altra espressione con significato simile è quella di “far uscire il genio dalla bottiglia”.

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