Vasto, un anno dopo: Di Pietro ci crede ancora

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Vasto, un anno dopo: Di Pietro ci crede ancora

“Noi alla foto di Vasto ci crediamo, siamo qui per rinnovare quell’impegno che passa attraverso un programma di cose concrete da fare e non di chiacchiere”. Con queste parole il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha aperto la festa nazionale del partito a Vasto. Certo, spiega l’ex magistrato: “Il Pd ha il diritto/dovere come partito di maggioranza relativa di guidare la coalizione, ma Bersani deve fare una scelta, e vogliamo aiutarlo per non fare tutto e il contrario di tutto”. Ma, spiega Di Pietro: “Se tu non vieni con me ma vai con quell’altro, che vuole rafforzare la riforma Fornero, restiamo cornuti, fregati e mazziati. Mi alleo con l’Udc ma per fare che cosa? Allearsi solo per raggiungere maggioranza e spartirsi poltrone non serve a nulla. Non cambi le cose”, dice incalzando il Pd dal palco.

“L’appello che faccio al Pd – dice Di Pietro – è sul programma non sulle convenienze.

Vogliamo costruire un programma con forze politiche e sociali riformiste e di centrosinistra che sia alternativo alle politiche attuali del governo Monti. Io voglio rilanciare la foto di Vasto, non stracciarla”.
“Il futuro governo, se si vuole riconoscere” nella foto di Vasto, “non può che partire da una riforma della legge Fornero in materia di lavoro”, aggiunge ancora.
Poi Grillo e il suo M5S: “L’Idv non vuole fare solo protesta, ma rispetta chi protesta. Questo non significa che ci si stiamo alleando con il Movimento 5 stelle, ma che lo rispettiamo”. “Li’ dietro non c’e’ solo un ex comico – sottolinea Di Pietro riferendosi a Grillo – ma migliaia di cittadini che vogliono far sentire la loro voce”. Una voce che, tuttavia, “non deve soffermarsi alla protesta ma trasformarsi in progetto politico. Ecco perche’ mi rivolgo a quel mondo: non per fare antipolitica, ma per convincerli a dare il loro voto a chi propone delle alternative”. “L’Idv – riconosce l’ex magistrato – da sola non puo’ farcela, la matematica non e’ un’opinione.

Ecco perche’ noi guardiamo a una coalizione e a un programma”. Poi Di Pietro richiama le vittorie conseguite da De Magistris e Orlando a Napoli e a Palermo. “Se hanno vinto dei sindaci – sottolinea – questo vuol dire che ai cittadini non bastano piu’ i partiti, ma che guardano alle persone e alla loro credibilita’”.
Poi il mea culpa su Scilipoti: “Ho candidato Scilipoti, ne faccio ammenda. Ma in Parlamento ce ne sono 161 di Scilipoti. Il problema è come viene scelta la classe dirigente. Ma anche in buona fede si sbaglia”.
(Fonte Adnkronos)

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