Vaticano: arrestati i responsabili della fuga di documenti nella vicenda ‘Vatileaks’

Cronaca

Vaticano: arrestati i responsabili della fuga di documenti nella vicenda ‘Vatileaks’

Le inchieste sulla fuga di notizie relative ad incartamenti segreti del Vaticano finiti sui giornali e su alcuni libri di recente e imminente uscita, hanno mietuto le prime vittime. Si tratta di monsignor Lucio Vallejo Balda e di Francesca Immacolata Chaouqui, esperta di comunicazione che in passato ha collaborato anche con la casa editrice Ernst & Young, che nel 2013 venne nominata, a sorpresa, nella Commissione di monitoraggio sui tagli di spesa in Vaticano (Cosea), che poi venne sciolta successivamente al termine del mandato.

Una nuova bufera giudiziaria che ha travolto nuovamente la Santa Sede, e che ha visto coinvolta a pieno titolo una ex collaboratrice laica del Vaticano, prima arrestata e poi rilasciata per avere collaborato con le indagini e Vallejo Balda, un prelato legato all’Opus Dei. Si tratta di un nuovo filone del ‘Vatileaks‘ che tre anni e mezzo fa portò all’arresto dell’ex maggiordomo papale Paolo Gabriele per i documenti trafugati nella segreteria di Papa Benedetto XVI.

Per la Chaouqui, una clamorosa battuta d’arresto, dopo la sua folgorante e sorprendente carriera in Vaticano, nominata come unica donna laica della Cosea, e rampante lobbista con una grande esperienza nel mondo della comunicazione per i suoi trascorsi.

ValleJo Balda, già arrestato e condotto nelle celle Vaticane, presso il Palazzo della Gendarmeria, sarebbe invece il nuovo ‘Corvo’ abile nel trafugare documenti riservati tra le carte segrete che riguardavano Papa Ratzinger, e che diedero vita allo scandalo soprannominato ‘Vatileaks’, una sorta di Wikileaks in salsa vaticana.

Monsignor Balda, di nazionalità spagnola, in passato aveva ricoperto anche l’incarico di segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative (Cosea).

Cosa rischiano i due arrestati

Adesso i due imputati rischiano una condanna dai quattro agli otto anni, per avere divulgato l’esistenza di documenti riservati in Vaticano, in applicazione dell’articolo 116 bis che punisce coloro che si procurano ‘illegittimamente’ o rivelano ‘notizie o documenti di cui è vietata la divulgazione‘. Nel testo normativo si riporta anche che ‘se la condotta ha avuto ad oggetto notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali o i rapporti diplomatici della Santa Sede o dello Stato, si applica la pena della reclusione da quattro a otto anni.

Se il fatto di cui al comma precedente è commesso per colpa, si applica la pena della reclusione da sei mesi a due anni’.

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