Vaticano sulla vicenda DJ Fabo: “E’ una sconfitta per la società” COMMENTA  

Vaticano sulla vicenda DJ Fabo: “E’ una sconfitta per la società” COMMENTA  

Vaticano sulla vicenda DJ Fabo: "E' una sconfitta per la società"
Vaticano sulla vicenda DJ Fabo: "E' una sconfitta per la società"

Dopo la morte dolce in Svizzera di DJ Fabo, Marco Cappato, che lo ha accompagnato in questo viaggio si è autodenunciato a Milano. Spero di essere incriminato e di potermi difendere, queste le sue parole. Una sconfitta per la società, invece l’opinione della Santa sede.


L’arcivescovo Vincenzo Paglia, pronuncia queste parole sulla vicenda di FaboQuesta tristissima vicenda deve spingerci a riflettere. Guardo con grande apprensione e vicinanza a chi dice ‘non ce la faccio più’, lo comprendo. Mi sdegna la società che non riesce a star vicino, ad aiutare, e non riesce a far capire che l’altro è importante, e a farlo sentire utile.

Il Presidente della Pontificia accademia della vita, Paglia, parla in questo modo, dopo la morte assistita del DJ, che ha colpito tutto il paese. La politica come la chiesa e l’opinione pubblica si stanno interrogando su una questione difficile da definire.


Quale aspetto considerare? Quello umano? quello etico? religioso? In un paese fortemente cattolico come l’Italia, in cui ha anche sede il Vaticano, si aspettava un pronunciamento in merito.


Infatti anche Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha espresso il suo pensiero. E’ una sconfitta grave e dolorosa per tutta la società, per tutti noi, perché la vita umana trae spunto, forza e valore anche dal fatto di vivere dentro delle relazioni di amore, di affetto, dove ognuno può ricevere e può donare amore. Fuori da questo è difficile per chiunque vivere, la solitudine uccide più di tutto il resto, ha dichiarato Bagnasco.

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Ognuno di noi riceve la vita, non se la da e questo è evidente e pertanto ne siamo dei servitori, dei ministri. Responsabili, intelligenti, ma senza potere mai dominare la vita nostra e tanto più degli altri, ha continuato il presidente della Cei. 

Dopo le opinioni diverse e distanti della politica, sono arrivate le dichiarazioni della chiesa. Infatti il testo della legge che regolamenta il biotestamento è in aula fermo dal 2009. E’ evidente l’incapacità della politica stessa di dare una risposta. Ma forse la risposta dovrebbe essere di tutta la collettività.  Una risposta dovrebbe arrivare dalla società, dalla scuola, dalla cultura oltre che dalla politica e dal Vaticano.

In una società civile si discute, è doveroso discutere di certi temi. Anche le parole provenienti dalla Santa sede, inducono ad una riflessione.

Il Monsignor Paglia, continua affermando ancora: La vita è un dono, la vita va custodita, va sostenuta, va aiutata, va sempre difesa: e questo vale per la vita di chi deve nascere, per la vita di chi è condannato a morte, per quella di chi è condannato dalla fame, per quella di chi è condannato dalla violenza.

Paglia continua, il problema non è la vita in astratto, ma le persone. Vanno difese le persone perché vivano nel miglior modo possibile, sempre, in qualsiasi situazione si trovino. “condannare alla morte è una sconfitta per la società, anche nei casi in cui è permesso dalla legge. Togliere la vita a un innocente, di qualsiasi età, è sempre una sconfitta.

Su fatti del genere, tutti si ergono a giudici e opinionisti. Bisognerebbe vivere una tragedia simile e trovarsi in una certa situazione per capire. Il dibattito dovrebbe tener conto dell’aspetto morale, etico e anche umano, senza mettere in secondo piano anche quello cattolico.

Secondo Dio, esiste un senso ad ogni vita, anche se a volte ci sfugge. Quante volte in seguito ad un incidente o una malattia, cambiano le abitudini e le prospettive. Alcuni cercano un nuovo senso ad una nuova vita.

 

 

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