Vatileaks, Francesca Chaouqui martire, monsignor Balda un verme

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Vatileaks, Francesca Chaouqui martire, monsignor Balda un verme

Francesca Immacolata Chaouqui, il volto – che buca lo schermo – dello scandalo Vatileaks. Mentre il Papa, sull’aereo che lo ha riportato a Roma dall’Africa, ha richiamato la necessità di un giornalismo “professionale”, “fatto da professionisti”, lo scandalo Vatileaks si caratterizza sempre più con il pettegolezzo, l’allusione e la battutaccia che con veri e propri sviluppi.

Nel mirino è finito Paolo Berlusconi, fratello dell’ex premier, con l’accusa di concussione. Da lì a Berlusconi Silvio il passo è stato talmente breve e scontato da non sembrare neppure quel granché. “Il presidente Berlusconi” ha chiarito l’avvocato Ghedini, “non ha mai avuto alcun contatto con la signora Francesca Chaouqui, né ha mai avuto indicazione alcuna da parte di chicchessia di richieste dalla stessa formulate”. E il presunto ricatto alla famiglia Berlusconi? Quello non è altro che un’invenzione da parte di certa stampa.

Sul fronte vaticano vero e proprio, mentre monsignor Balda continua ad accusare la Chaouqui, quest’ultima ha deciso di iniziare a sputare veleno.

Messa all’angolo, si è lanciata in dichiarazioni molto colorite. “Io a letto con Balda?” ha ironizzato, “ma l’avete mai visto il monsignore? Non gli piacciono le donne, questo è sicuro. Negli ultimi tempi stentavo a riconoscerlo. Quello che dicevano tutti è che lui è uno travestito da prete”. Il suo “è un memoriale da pazzi, tutto falso. Ho già querelato. È opera dei suoi avvocati, vogliono sostenere che Balda non era lucido mentre passava quei documenti (ai giornalisti, ndr), mentre faceva certe azioni, perché c’era una persona accanto a lui con comportamenti strani che lo induceva a fare quelle cose. È un verme”.

Ma se monsignor Blanda è un “verme”, per se stessa la Chaouqui ha ben altra definizione. “Se mi condannano voglio scontare la pena nelle prigioni del Vaticano” ha dichiarato, “non c’è una singola prova per condannarmi, ma se dovesse finire male, mi ritengo una martire e pretendo di scontare la pena. Non accetterò la grazia, mi ritengo prigioniero politico”.

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