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Vendola: “A Monti dico…”

Politica

Vendola: “A Monti dico…”

Il leader di SeL, Nichi Vendola, sull’operato del governo Monti e sulla politica in generale, ha dichiarato: “Da parte del presidente Monti c’è la ripetizione, come in una litania, delle medesime ricette che non stanno offrendo alcun sollievo al Paese. Si ha come l’impressione che prevalga l’elemento dell’ossessione ideologica.
Monti, un liberista, che dice con grande onestà che è contrario alle ricette keynesiane, cioè a tutto cio’ che spinge per affrontare la crisi economica dando ossigeno ai ceti medio-popolari: il contrario di quello che si fa’ in Italia e in tanta parte dell’Europa. Aumenta la pressione fiscale sui ceti medio-popolari: c’è proprio qualcosa che assomiglia ad un accanimento nei confronti di chi oggi comincia a sentire i morsi della povertà.
Colpire quei ceti, soggetti fondamentali del mondo del lavoro, in un Paese in cui metà dei pensionati sono sotto i mille euro al mese, significa avere una ricetta sbagliata. Fra l’altro le ricette del governo Monti anche dal punto di vista del contenimento dello spread rischiano di apparire soltanto un giochino di società.

Noi siamo giorno dopo giorno alla visione chiara del fallimento delle politiche liberiste in tutta Europa. Bisognerebbe forse dire ai finti medici che con le loro ricette non rappresentano un percorso di cura ma rappresentano l’espasione della malattia.
Abbiamo bisogno di un’Europa che affronti la crisi, sostenendo le nuove generazioni condannate alla precarietà, dando respiro mondo del lavoro, tutelando i suoi cittadini con una rinnovata rete di protezione sociale e con il welfare. Hollande non a caso oggi ha preso le distanze dalle posizioni di Draghi, con quelle istituzioni finanzarie che si presentano come depositarie di tutto il potere e di tutta la verità: sono le istituzioni finanziarie che sostituendosi alla politica ci stanno portando in un precipizio.
Se la cantano e se la suonano in tutta Europa coloro che pensano che bisogna soffocare il Continente, bisogna sottoporlo ad un salasso continuo, come si è fatto in Grecia, Paese tornato indietro di 50 anni, con il suo ceto medio impoverito drasticamente, e dove il debito pubblico alla fine si è raddoppiato.

Vuol dire che le loro ricette sono fallimentari, sono salvatori di oligarchie. Sono i salvatori di coloro che hanno prodotto la crisi.
Il problema è che così l’Europa rischia il disfacimento, e l’onda melmosa dell’antipolitica o il successo dell’estrema destra come in Francia, sono anche frutto di questa incredibile ingiustizia sociale che rende nel pieno della crisi i poveri sempre più poveri e i ricchi li mette al riparo da qualunque austerità o sacrificio”.

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