Vendola: Autorifondiamoci per una politica migliore

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Vendola: Autorifondiamoci per una politica migliore

Il leader di SeL, Nichi Vendola, sulla tematica della nuova politica, che deve divenire l’alba del domani, ha dichiarato: “Avanza sempre di più la suggestione di sostituire la democrazia con la tecnocrazia, viste le prove pessime di tanta parte delle classi dirigenti. E poi, l’antipolitica non è un’alternativa, è un illusione, una scorciatoia.
Bisogna evitare che la politica continui a rincorrere formule magiche e a fare discorsi moralistici. Dobbiamo andare alla radice e capire che siamo dentro gli effetti di una frantumazione della vita pubblica, abitata com’è solo da piccoli interessi parziali. Credo che abbiamo bisogno di darci nuove indicazioni e nuove regole.
Siamo chiamati tutti ad un’operazione di auto-rifondazione del centrosinistra, senza fare alcuno sconto a noi stessi. Questa è una prova del fuoco, abbiamo il dovere di chiederci quali sono le forme con cui costruiamo le liste elettorali e pre-definiamo una classe dirigente. Perché c’è qualcosa che non funziona.
Dobbiamo tutti darci una scossa, innescare un processo virtuoso.

Mettendo in campo iniziative che sciolgano il nodo del rapporto tra politica e soldi. Bisogna ad esempio normare per legge la soglia massima di spesa che un candidato puo’ sostenere per una campagna elettorale.
E poi va normato in maniera più cogente il conflitto di interessi. Non c’è tempo da perdere: nell’intensificazione del controllo sociale, cioe’ della democrazia, c’è la possibilità di un riscatto.
In un Paese che è stato per decenni fortemente politicizzato, dotato di grandi partiti di massa che erano anche straordinari educatori, oggi c’è l’esodo dalla politica. E’ questo il vulnus: la democrazia dei partiti non è stata soltanto tangenti e corruzione, questa è una visione caricaturale ed è una menzogna pericolosa. I partiti di massa hanno costruito un processo di incivilimento della società, hanno innervato le classi sociali di riferimenti culturali e hanno socializzato le cassette degli attrezzi con cui analizzare il mondo. Ora, improvvisamente, quei luoghi collettivi stanno sparendo”.

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