Con l’
intervento Di Vendola si chiude la tavola rotonda (a meno di ulteriori interventi) con
Flores (che aveva lanciato l’appello) e
Di Pietro. Flores invitava ad intraprendere un’azione immediata, a fare pressione, organizzandosi in
piazza e promuovendo un
governo tecnico che cambiasse la
legge elettorale e ne elaborasse una sul
conflitto di interessi. Di Pietro aveva risposto con scetticismo sulla possibilità di un governo di transizione capace di sostenere simili iniziative. Anche
Vendola è dubbioso: “c’è in Parlamento una maggioranza disponibile a cambiare la vigente e repellente legge elettorale? Magari, che si organizzi! C’è in Parlamento una maggioranza disposta a regolamentare in maniera seria il conflitto d’interessi? Magari, che si proceda! Mi sia consentito di dubitare di queste condizioni certo auspicabili.

” Poi sul
PD: “dobbiamo aiutare i democratici a non avere paura, a cominciare da quella ridicola paura per il fantasma delle
primarie. Il Pd e il suo popolo sono una immensa e indispensabile risorsa per costruire il cantiere dell’alternativa, e per rimettere in campo quella cosa smarrita che chiamavamo
sinistr”’. Infine, rivolgendosi a Di Pietro, un invito a creare una grossa coalizione, che faccia delle
differenze tra i diversi partiti una risorsa per arricchirsi e crescere, in modo da sfuggire “alla tentazione del piccolo cabotaggio”.