Vendola rottama Renzi: «Subalterno del liberismo». Il sindaco: «Voglio solo il rinnovamento» COMMENTA  

Vendola rottama Renzi: «Subalterno del liberismo». Il sindaco: «Voglio solo il rinnovamento» COMMENTA  

Nichi Vendola

ROMA – Da rottamatore a rottamato. Pala e piccone ce li mette Vendola. Piccato confronto a distanza tra il sindaco di Firenze e candidato alle primarie Pd, Matteo Renzi, e il leader di Sel, Nichi Vendola.


Il leader di Sel, a Skytg24, durante un’intervista con Maria Latella, non le ha mandate a dire al sindaco fiorentino: «In Renzi c’é una marcata adesione a modelli culturali che io penso debbano essere rottamati, cioè la subalternità culturale di certa sinistra al modello liberista che sta scorticando l’Europa».


Infine, Vendola lancia il suo guanto di sfida a tutto il Partito Democratico, non importa da chi sarà guidato: «Ho costruito il mio cammino con molti dei protagonisti dell’attuale Partito democratico. Tanto Bersani quanto Renzi oggi sono miei competitori, ma spero che la competizione non scalfisca i rapporti umani e non precipiti nella violenza verbale. Certo, in alcuni casi li ho contrastati. Ma non tanto per l’età quanto per le posizioni politiche».


Da Matera, dove è iniziato il tour di cinque tappe che lo porterà anche a Potenza, Foggia, Campobasso e Isernia, Renzi ha risposto in maniera diplomatica: «È ora di finirla di parlare male di altri, bisogna parlare bene dell’Italia» ha dichiarato il rivale di Bersani. «Dire qualcosa di sinistra? Io non le dico, da sindaco di Firenze le cose di sinistra le ho fatte. Sono stato il primo al lanciare il piano strutturale a volumi zero, in difesa dell’ambiente, ho messo un buon numero di donne in giunta e ho investito sul welfare». Più che con Vendola, Renzi sembra avercela con D’Alema: «Se vincessi io, non morirebbe il centrosinistra, certamente però finirebbe la carriera parlamentare di D’Alema»

Il sindaco esposto i suoi ormai noti piani futuri in caso di vittoria alle primarie e ha confermato di abbandonare il Pd in caso di sconfitta, ma che darà tutto il suo supporto a Bersani: «Se vincessimo noi porteremmo avanti il rinnovamento negli uomini, nelle idee e nei progetti. Il problema non è l’età anagrafica. Noi vogliamo cambiare la classe politica che ha ucciso il nostro futuro. Non voglio premi di consolazione o contentini, come è successo in passato. Chi vince lo sosterrò lealmente e con tutta la mia forza, ma questa cosa non la sento dire dagli altri».

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Renzi, tuttavia, è incorso nei rimproveri di Pierluigi Bersani per la sua assenza all’Assemblea nazionale del Pd, nella quale, peraltro, è stato approvato il documento sulle regole delle primarie e sono stati eliminati alcuni emendamenti sgraditi al sindaco fiorentino.«Avrei gradito che Matteo fosse presente all’Assemblea di ieri» ha dichiarato Bersani «e non si dica che non è un membro del partito, perché lo è».

 

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