Venerdi la protesta degli studenti contro le riforme sulla scuola del governo Renzi

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Venerdi la protesta degli studenti contro le riforme sulla scuola del governo Renzi

E’ prevista per venerdi, 9 ottobre, la grande manifestazione di piazza organizzata dagli studenti di tutta Italia per protestare contro la nuova politica della scuola messa in atto dal governo Renzi. Migliaia di studenti, medi e universitari, saranno presenti in massa in decine di piazze italiane per ricordare”che in questi anni stanno smantellando l’istruzione pubblica rendendola sempre più elitaria ed escludente”.

Cosi si esprime Alberto Campailla il portavoce di Link-coordinamento Universitario, che ha riproposto la necessità di mettere mano ad un nuovo modello di scuola per una svolta che coinvolga tutta la società italiana: ‘Ci mobilitiamo per proporre un nuovo modello di scuola e università che sia prima di tutto inclusivo per tutti, indipendentemente dalla situazione economica di partenza. Per questo motivo gli studenti universitari si mobiliteranno per chiedere una nuova università e soprattutto un nuovo diritto allo studio che sia in grado di coprire veramente le esigenze di tutti coloro che ne hanno bisogno‘.

Campailla ha criticato anche le modalità di calcolo della borsa di studio, che quest’anno renderanno sempre meno alla portata di tutti l’ambito riconoscimento: ‘Quest’anno la situazione è ancora più drammatica del solito dal momento che con le nuove modalità di calcolo dell’Isee moltissimi studenti saranno esclusi dalla borsa di studio. Ma noi non rinunciamo alla borsa di studio e alla possibilità di accedere all’università. Ci troveremo dopo il corteo promosso dalla Rete della Conoscenza, davanti al ministero dell’Istruzione alle ore 9 in presidio per ribadire che il Governo deve mettere in campo gli strumenti per risolvere questa situazione’.

Questa è solo la prima battaglia di una lunga guerra, secondo Skuola.net in uno scontro tra studenti e insegnanti contro governo che si annuncia più aspro che mai: ‘Gli studenti sono già sul “piede di guerra” per far sentire la loro voce e portare una ventata di cambiamento, e lo faranno attraverso le protesta con altri studenti nei prossimi mesi‘.

Tra le piazze impegnate nella protesta, quelle di Torino, Milano, Firenze, Napoli e Bologna.

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