Ventura: “Sono preoccupato. E’ un momento difficile”

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Ventura: “Sono preoccupato. E’ un momento difficile”

Giampiero Ventura oggi s’è presentato in conferenza stampa al centro Sisport come di consueto accade alla vigilia delle sfide di campionato. E’ visibilmente tirato, stanco e un po’ giù di morale. Questa stagione lunga e faticosa sta logorando anche lui e da qui a fine maggio il Torino è atteso da un rush finale senza precedenti in serie B: sei gare in 20 giorni a causa dei rinvii per maltempo, delle sospensioni per black out e per la morte del povero Morosini. Un torneo che sta mettendo a durissima prova i suoi ragazzi. Alla vigilia della sfida contro il Crotone il suo viso corrucciato parla chiaro: c’è qualcosa che lo preoccupa. Non è tranquillo: “Sono preoccupato – esordisce il tecnico granata -. Incontriamo una squadra che ha battuto Sampdoria, Padova e ha rifilato tre gol in scioltezza al Verona la settimana scorsa. Oltretutto non ha mai perso nelle ultime undici partite. Giocano ormai a memoria e si divertono, giocando senza pressione.

Sono le partite più difficili in assoluto da affrontare perché se sbagli paghi”.

Oltretutto, guardando l’elenco dei convocati, si può parlare di piccola emergenza difensiva:
“Un po’ sì. Di Cesare non sta benissimo, speriamo di averlo per martedì; Pratali è fuori e ci sono altri giocatori un po’ acciaccati tra cui Glik che ieri s’è allenato a parte. In qualche modo cercheremo di recuperare gli acciaccati, altrimenti rischiamo di non arrivare a 11 (sorride, ndr). Stevanovic anche non è al meglio, mentre De Feudis ho deciso di lasciarlo riposare perché avrò bisogno di lui nelle prossime gare e non può sobbarcarsi troppe partite in pochi giorni. La coperta è un po’ corta ma arrivati a questo punto del campionato ci può stare. Ed è altrettanto vero che abbiamo altri giocatori che non vedono l’ora di scendere in campo: spero abbiano la rabbia giusta per dare il meglio di loro”.

Incognite sul modulo?
“Vediamo. Giocando con i tre a centrocampo abbiamo più copertura.

Veluterò. Sarà la partita di Guberti? Spero sia la partita del Torino. Sono preoccupato perché temo il Crotone: gioca senza ansia e in piena libertà e i 3 gol rifilati con grande naturalezza al Verona ne sono la dimostrazione. Pasquato a destra? All’occorrenza è un giocatore in grado di adattarsi anche in quel ruolo”.

Intanto stasera ci sarà la decisione definitiva sul blackout di Padova. Potrebbe influire mentalmente?
“Non influisce assolutamente. Cosa possiamo farci noi? Nulla. Noi dobbiamo pensare soltanto a giocare. Se il giudice dovesse prendere una decisione diversa da quella presa qualche tempo fa lo troverei abbastanza assurdo: si sconvolgerebbe di nuovo la classifica, Comunque sia: non siamo entrati in merito alla decisione di giocare gli ultimi 14 minuti, non abbiamo commentato nemmeno la decisione del giudice di darci la gara vinta a tavolino e non vogliamo entrare nel merito neppure ora”.

Domani come dovrà essere l’approccio alla gara?
“Lo stesso del secondo tempo contro la Reggina, che è stato un approccio completamente diverso da quello di Empoli per esempio. Erano i tre punti in palio con la Reggina che contavano. Più che dal punto di vista fisico abbiamo speso molto dal punto di vista nervoso. Se domani l’approccio sarà lo stesso di Empoli non andremo da nessuna parte Dobbiamo andare a prenderci i tre punti come contro la squadra di Breda”.

È più preoccupato della stanchezza mentale del Torino o dello stato di forma del Crotone?
“La strada è ancora lunga e piena di insidie e anche un po’ in salita visto che dobbiamo affrontare alcuni scontri diretti. Però siamo ad un mese dal traguardo. Dobbiamo cercare di respirare l’aria che tira da diversi mesi e sentire il profumo di quello che può essere. Da lì dobbiamo prendere le energie per andare avanti. Le energie si trovano nelle sensazioni, nella ricerca di emozioni e nel sapere che puoi raggiungere l’obiettivo per cui hai lavorato per tutto questo tempo. Sono preoccupato soltanto perché incontriamo una buona squadra che gioca spensierata”.

Tornando al modulo. Ha trovato più equilibrio con il 4-3-3 nonostante il suo credo tattico sia sempre stato il 4-2-4:
“Ma c’è da dire che noi siamo partiti con un’idea iniziale in cui Verdi e Guberti erano i nostri esterni di riferimento. Poi, nel giro di un mese, li abbiamo persi entrambi. Oltretutto Stevanovic ha tirato la carretta per parecchio e ora sta incontrando qualche difficoltà e deve recuperare. Oduamadi? E’ un 92 ed è alla sua prima stagione in serie B da protagonista. Devi dargli la possibilità di maturare perché non solo stai giocando il tuo primo campionato di B, ma lo fai dovendo vincere per forza. La situazione cambia nella testa di un giocatore, soprattutto se giovane come lui. E poi ci sono gare in cui serve la sostanza più che l’estetica, devi adattarti alle caratteristiche dell’avversario e mettere in campo chi in quel momento serve di più nell’economia dei 90 minuti. Contro il Verona abbiamo fatto, ho fatto un errore madornale: ero convinto che fosse la stessa squadra dell’andata ed invece era tutt’altro che quella. Ho peccato di sufficienza”.

Intanto è riuscito anche a smentire chi diceva che Ventura non avrebbe mai cambiato il suo 4-2-4:
“Passo la mia vita a smentire gli altri, di continuo – dice ridendo e scherzando, con il sorriso sulle labbra -. Fino a qualche tempo fa novembre era il mese statisticamente più nero per le mie squadre, poi lo è diventato gennaio, infine febbraio e poi aprile. E soprattutto (sempre con il sorriso sulle labbra, ndr) mi piacerebbe fare gol tra il 35’ e il 42’, perché è il periodo chiave di una partita e non riusciamo mai a fare gol in quei sette minuti”.

Pulici ha detto che è un grande allenatore perché ha vinto tantissime partite già negli spogliatoi. Domani è una di quelle gare?
“Sì, ma perché a Torino e nel Torino, si devono sempre vincere le partite negli spogliatoi. Non solo domani: ma in generale”.

Intanto domani affronterete una squadra che annovera due giovani molto interessanti come Florenzi e Sansone:
“Vero, ma quest’anno è una serie B molto interessante perchè mai come quest’anno è una fucina di giocatori che potrebbero diventare grandi in futuro. Ce ne sono una valanga, un’infornata incredibile. Tutti giovani pericolosi perché hanno fame, vogliono mettersi in mostra e vogliono arrivare”.

E se domani dovessero darvi un rigore fareste festa grande:
“Beh, effettivamente per una squadra in testa alla classifica dall’inizio del campionato un solo rigore è alquanto bizzarro, strano. Ma in realtà qualcun altro ci poteva anche essere, come per esempio quello di Meggiorini a Varese. Ma va bene così. Però questo è stato finora un campionato molto strano, con blackout, rinvii per maltempo o per la morte del povero Morosini. Per questo motivo dobbiamo giocare sei gare in 20 giorni. In un’annata così particolare ci sta avere usufruito di un solo rigore a favore”.

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