Verso Milan-Juventus: Conte, la Juve e quel precedente

Calcio

Verso Milan-Juventus: Conte, la Juve e quel precedente

E’ davvero quasi tutto pronto per Milan-Juventus. Mancano solo gli ultimi dettagli tattici dei due allenatori, intenti a deporre le armi (bianche) delle provocazioni reciproche per confrontarsi sul campo. E se Allegri ringrazia il calendario-Champions che gli ha regalato una settimana di soli allenamenti, Conte medita riguardo a quale modulo sia più adeguato per stanare il collega per la terza volta in stagione ed in carriera su quattro confronti complessivi tra i due considerando anche un vecchio Cagliari-Atalanta 3-0 del 1° novembre 2009 (andò a segno anche Matri…). Chissà se alle orecchie di Conte sarà giunto un particolare assai stuzzicante, che magari potrebbe servirgli per mettere da parte le polemiche, in nome della scaramanzia. Presentarsi allo scontro diretto indietro di un punto e con una partita da recuperare non è infatti una situazione nuova per i bianconeri che hanno vissuto la stessa esperienza in un’altra importante stagione della loro storia.

Non un campionato qualunque, ma quello che segnò la Rinascita del club dopo la buia seconda parte degli anni ’80 ed il pessimo avvio del decennio successivo, nonché l’annata che già ad inizio stagione fu avvicinata a quella attuale vissuta dai bianconeri in quanto avvio di un nuovo ciclo. Il riferimento è ovviamente al campionato 1994-’95, il primo della gestione Lippi. Squadra rinnovata dentro e fuori dal campo, con l’avvento della Triade, ma soprattutto animata dai celebri “occhi di tigre” di lippiana memoria (tornati utilissimi pure al Mondiale 2006), la vera arma segreta di un gruppo affamato di vittorie ma che poteva contare sull’ossatura che portò la Juve a conquistare tre finali consecutive di Champions tra il ’96 ed il ’98.

Fu quello un torneo-simbolo del calcio italiano perché il primo della storia che assegnava tre punti a vittoria: uno dei tanti segreti della Juve fu quello di saper interpretare al meglio questa regola, rischiando il giusto per vincere anche a costo di perdere qualche partita di troppo. A fine stagione furono sette le sconfitte, record negativo finora imbattuto nella storia dei campionati per una squadra Campione d’Italia. L’avversario per lo scudetto era il miracoloso Parma di Nevio Scala: certo, tutt’altra cosa rispetto al Milan di oggi ma il duello fu vero e discretamente rusticano e quella Juve fu capace anche di mettersi alle spalle non pochi momenti di difficoltà: si pensi alla sconfitta iniziale di Foggia ma pure alla flessione subita verso la fine del 1994 e solo parzialmente risolta dai guizzi del trio delle meraviglie Del Piero-Vialli-Ravanelli.

Per tutto il girone d’andata la Juve fu prima in classifica solo alla 13° giornata, l’11 dicembre, dopo il pirotecnico 4-3 in casa della Lazio (do you remeber Ciccio Grabbi?) salvo poi perdere il primato già sette giorni dopo all’indomani dell’1-1 interno contro il Genoa in una partita “condizionata” dall’assenza dello squalificato Conte. Ed ecco arrivare la prima analogia con l’attualità: quel pareggio infatti fu accompagnato da furiose polemiche arbitrali a causa del gol convalidato ad un giovanissimo Fabio Galante sebbene la palla non fosse interamente entrata all’interno della porta di Peruzzi. Fu quella l’ultima partita dell’anno solare ed il primo impegno del ’95 era proprio quello in casa del Parma che si presentò con un punto di vantaggio ma anche una partita in più.

Sì, perché il 6 novembre la drammatica alluvione che aveva colpito Torino costrinse al rinvio del Derby della Mole. Una vera scocciatura che però non scalfì la forza tecnica ma soprattutto morale di quella Juve che l’8 gennaio ’95 operò la svolta: secco 3-1 al Tardini, anche grazie all’apporto di Antonio Conte tornato titolare, e sorpasso, definitivo, sui gialloblù che finirono a -2, distanza triplicata nove giornate dopo. E non solo: quella vittoria diede tanta autostima al gruppo da vanificare anche l’ideale svantaggio della partita in meno: il 25 gennaio ’95, infatti, fu il Toro ad aggiudicarsi quel derby per 3-2. Ma questo, al massimo, potrà fare felici solo i tifosi del Bologna

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...