Vertice Nato a Chicago: si ipotizza un programma di “spesa comune” COMMENTA  

Vertice Nato a Chicago: si ipotizza un programma di “spesa comune” COMMENTA  

Al  Summit del vertice Nato a Chicago si è discusso dell’Afghanistan, dello scudo antimissile e soprattutto  di come affrontare i costi della spesa per la difesa in un periodo come questo,sempre più stretto dalla morsa di una grave crisi globale.  Parliamo appunto dei  costi della Nato:  secondo i dati ufficiali relativi al 2011, i 28 paesi membri hanno speso 1.038 miliardi di dollari all’anno, pari al 60% della spesa militare mondiale; neanche a dirlo si tratta di soldi pubblici sottratti ad altre spese socialmente utili.

Tuttavia si assiste ad un forte squilibrio nella spesa, che per gli Stati Uniti in 10 anni è salita al 70% (contro il 50%), mentre è in calo nei paesi europei.

Per il segretario generale dell’Alleanza Anders Rasmusse, se l’Europa non si impegnerà  a ridurre il divario correrà il  rischio di indebolirsi. Il discorso, nella sua logica, ( per chi sostiene la logica militarista)non fa una piega, peccato che non menzioni le spese accessorie che l’Europa sostiene per la sola “partecipazione alla Nato”. Esiste infatti un “budget Nato” necessario al mantenimento del quartier generale di Bruxelles, incluso lo staff civile, che ammonta a circa mezzo miliardo di dollari all’anno, pagato al 75% dagli europei; poi c’è il “Programma di investimento per la sicurezza della Nato”, finalizzato al mantenimento  delle basi militari ed altre infrastrutture utili alla rapida mobilità delle forze Nato ( in Italia dopo il Vaticano, la Nato è il principale proprietario di immobili) il cui ammontare è di 1 milardo e mezzo di dollari annui, pagati sempre dagli europei per il 78%. Secondo poi un rapporto presentato lo scorso Febbraio in Congresso, dal 1993 gli alleati europei non percepiscono un centesimo dalla Nato per l’uso delle basi militari.

Per quanto ci riguarda,  la Nato ha utilizzato le sette basi italiane durante la guerra in Libia “a gratis”, mentre noi continuiamo a contribuire al mantenimento delle stesse.Ma non finisce qui:  tra le altre spese bisogna aggiungere quelle realative all’ampliamento della Nato a est,( tra i 10 e i 100 miliardi); quelle per lo scudo antimissile, che costerà oltre 300 milioni di dollari;per il sistema Ags che permetterà alla Nato di sorvegliare i territori da attaccare da Sigonella e per i quali l’Italia pagherà  12% del costo(circa 3,5 miliardi); si aggiungono altresì le spese per le missioni internazionali , inclusi  4 miliardi per gli addestramenti delle forze in afghanistan.

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Dopo questo lungo elenco, chi si aspettava di avere risposta alla banale domanda: “Ma dove prende L’europa questi soldi,  attanagliata  com’è dalla crisi?”,  ha avuto una risposta, tutt’altro che logica dal segretario Nato che ha così proclamato:” poichè gli alleati europei non possono permettersi di uscire dal business della sicurezza,devono rivitalizzare il loro ruolo grazie ad una difesa intelligente, che fornirà più sicurezza, per meno denaro, lavorando insieme” . Questo delirante ma “intelligente” scenario prevede un programma di ” spesa comune” comprendente  esercitazioni , logistica,  e l’ acquisto di armamenti, (tra cui gli F35).

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