Via libera al caffè in gravidanza COMMENTA  

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Alcune ricerche, pubblicate da The Lancet e dall’American Journal of Epidemiology, affermano che non esiste associazione fra l’assunzione di caffè e id ritardi nel concepimento: il caffè, assunto in dosi non eccessive, non inficia la capacità riproduttiva della donna e non mette a repentaglio né la gravidanza e né l’allattamento, oltre a non influire sullo sviluppo del feto.

“La conclusione”, afferma il dottor Fabio Parazzini, ricercatore presso la Prima Clinica Ostetrico-Ginecologica dell’Università di Milano, “è che in gravidanza, in qualunque fase della gestazione, il consumo di una o due tazze di caffè al giorno non presenta effetto di rischio”. Fino a quattro tazze di caffè al giorno sono ammesse anche durante il periodo dell’allattamento.


Secondo i ricercatori del Royal College of Midwives, anche se la caffeina passa nel latte materno, la dose è talmente minima che non comporta alcun effetto sullo sviluppo fisico e comportamentale del bambino. Relativamente al problema aborto per il quale spesso si dibatte, lo studio pubblicato sul Journal of American Medical Association ha fornito la conferma che non esiste rapporto fra consumo di caffè moderato (sempre tre o quattro tazze giorno) e rischio di aborto spontaneo.


Consumare caffè con le dovute cautele non nuoce dunque né alla mamma né al piccolo in arrivo.

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