Viaggi d’istruzione ? Un professore su tre dice no COMMENTA  

Viaggi d’istruzione ? Un professore su tre dice no COMMENTA  

Le ultime tragedie nelle quali hanno perso la vita giovani studenti, nell’ambito dei cosiddetti ‘viaggi di istruzione‘ hanno riaperto il dibattito sull’utilità di questo tipo di attività ‘didattica’ che affonda le radici nel passato, ma che negli ultimi anni ha assunto contorni più edonistici che educativi. Da viaggi finalizzati a conoscere la realtà circostante, sono diventati veri e propri momenti di puro svago, conditi da eccessi che hanno finalità tutt’altro che educativa.


Non è un caso che un recente sondaggio diffuso da Skuola.net ha dimostrato che un professore su tre non vorrebbe prendere parte a questo tipo di attività, proprio per le responsabilità eccessive che gravano sulle spalle degli insegnanti, che spesso faticano a tenere sotto controllo le scolaresche, generando situazioni sgradevoli, che possono sfociare in autentici drammi come quelli che hanno riguardato il diciassettenne di Cecina, che ha perso la vita cadendo nel vuoto, dopo essere stato defenestrato.


Sempre meno insegnanti si offrono di accompagnare i ragazzi nei loro viaggi di fine anno, proprio per timore che questi episodi possano ripetersi. Il timore di attentati terroristici, i disastri aerei, ma anche gli stipendi bassi e il timore che gli studenti possano commettere atti contrari al buon senso durante le notti brave nelle discoteche, sono solo alcune delle cause che rendono sempre meno appetibile per gli insegnanti, l’esperienza dei viaggi d’istruzione.


Dopo il caso del diciassettenne di Cecina, che ha perso la vita a Milano, adesso sono le istituzioni a interrogarsi sull’utilità di questo tipo di attività scolastica. Alcuni mesi fa fu Domenico Maurantonio a perdere la vita in circostanze analoghe, sempre nel corso di un viaggio d’istruzione.

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Il sindacato Anief si è detto contrario ad un eventuale abolizione dei viaggi studenteschi: ‘Sarebbe un grave errore – sostiene Marcello Pacifico, presidente Anief – pensare di non far partire più i ragazzi, quasi per colpevolizzarli. I viaggi, ad iniziare da quelli scolastici, rappresentano da quando esiste l’istruzione moderna un’esperienza fondamentale per la crescita di un giovane’.

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