Villa Adriana è salva! COMMENTA  

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Per una volta il buon senso ha prevalso sugli affari sporchi! Il Governo ha bocciato il disegno del commissario Pecoraro (  si è dimesso ieri a causa dell’esito per lui negativo), al suo posto  si è già insediato Goffredo Sottile (che alle spalle ha un’ esperienza poco felice in Campania).Pecoraro era stato nominato da Berlusconi con il compito di condurre le delicate trattative sulla scelta della zona da adibire a discarica ed aveva goduto del plateale appoggio della governatrice Lazio Renata Polverini, prima responsabile istituzionale della gestione rifiuti.  Il Governo in blocco ha detto no alla trasformazione dell’ottavo colle di Roma in discarica a cielo aperto e adesso bisogna ripartire e trovare soluzioni alternative.

Ferme le posizioni soprattutto di Clini ed Ornaghi. Il ministro dell’ambiente ha addotto le ragioni del no facendo presente che dal punto di vista ambientale sarebbe uno scempio, sono presenti infatti  delicatissime falde acquifere vicine al fondo dell’invaso e  gli acquedotti sfiorano le attuali cave; inoltre poichè la zona è composta da rocce tufacce molto permeabili, dal punto di vista economico, tra il costo della realizzazione della discarica e l’enorme  travaso di argilla, la spesa sarebbe insostenibile.

Il ministro dei beni culturali ha invece difeso strenuamente il valore artistico e culturale della “Versailles” nostrana, patrimonio dell’umanità Unesco. Ma dietro alla questione si cela la politica a tutti gli effetti.

Bisogna infatti adeguarsi agli standar europei per la gestione dei rifiuti di cui  Malagrotta rappresenta il peggior sistema. Nell’attuale discarica infatti confluisconon rifiuti non  trattati che vengono interrati, producendo Cdr, combustibile da rifiuti, destinato agli inceneritori.

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Il re della spazzatura Manlio Cerrone da anni è l’unico titolare dell’appalto e ricava ingenti profitti non dallo smaltimento e dalla differenziata, ma proprio dall’interramento ed incenerimento. Polverini intanto ha scritto a Monti: “Gli esiti dell’odierno consiglio dei ministri aprono scenari imprevisti e per certi versi preoccupanti, la Regione ha deciso di rientrare esclusivamente in quelle che sono le sue competenze”. Alemanno se ne lava le mani ed accusa Zingaretti : “La competenza è sua, noi dobbiamo solo stilare la lista dei siti idonei, mentre la scelta concreta, tecnica politica ed amministrativa spetta al Campidoglio”

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