Villaggi olimpici abbandonati: speciale Olimpiadi

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Villaggi olimpici abbandonati: speciale Olimpiadi

Il podio di Sarajevo giace solitario, un monumento in una distesa d'erba.

Cosa succede alle strutture delle Olimpiadi una volta che i giochi sono conclusi? Spesso, vengono abbandonate. Seguiteci in viaggio nei templi dello sport.

In redazione ci appassioniamo dei posti di cui scriviamo, abbiamo tutti le nostre liste di luoghi che abbiamo pubblicato da visitare quando andremo in vacanza. Il fascino dei luoghi abbandonati, coperti di vegetazione, con tracce dei fantasmi delle persone dei tempi andati, è quello che ci fa andare avanti. E oggi, abbiamo deciso di portarvi un altro speciale.

Tra poco partiranno le Olimpiadi di Rio. Poca gente comprende quanto le Olimpiadi siano significative nella storia dell’umanità: un’evento che scorre attraverso la storia della civiltà occidentale, dagli antichi Greci a Roma all’Illuminismo. Una celebrazione del corpo umano e della sua potenza, grazia ed energia, per cui venivano interrotte guerre e nazioni rivali si sedevano sulla stessa tribuna ad omaggiare una sola umanità.

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Per farsi un’idea di quanto siano importanti, lo stesso Hitler, nel 1936, ha dovuto piegare la testa e accettare la superiorità fisica degli atleti neri americani.

Per farsi un’idea di quanto uniscano le persone, Luz Long, l’atleta favorito tedesco per il salto in lungo, aiutò l’americano Jesse Owens a qualificarsi con consigli e suggerimenti nonostante il colore della sua pelle. Jesse vinse la medaglia d’oro in quattro gare, e disse che l’amicizia che si creò con il favorito dei nazisti in quel momento valeva più di tutto l’oro che aveva al collo.

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La storia dei giochi olimpici è antica, molto antica: quasi 2.800 anni sono passati tra la prima edizione e quella che partirà questo sabato 6 agosto. Così importanti da prendere il nome dagli Dei dell’Olimpo greco.

In parole povere, le Olimpiadi sono roba che conta.

Ora, le nuove Olimpiadi brasiliane… non stanno partendo bene. Tra i report di virus e cattiva gestione e altre pessime notizie sullo stato del villaggio olimpico, ci sono molti problemi in corso e molti altri che si presenteranno quando le olimpiadi saranno concluse.

Questo ci ha fatto porre una domanda: cosa succede alle strutture olimpiche quando i giochi finiscono, e atleti e pubblico tornano a casa?

Abbiamo deciso di fare un viaggio attraverso il Novecento per esplorare i resti della gloria delle Olimpiadi, attraverso tutti i continenti e i paesi in cui sono state tenute. Quello che abbiamo scoperto è che non sempre fair play e spirito olimpico guidano i paesi organizzatori, e che la storia può essere incredibilmente crudele.

Berlino (1936)

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Il villaggio olimpico di Berlino è stato al centro di numerose vicende storiche. Fu abbandonato a causa della seconda guerra mondiale, dopo esser stato utilizzato come caserma dai soldati tedeschi. Occupato dalle truppe russe, il villaggio fu libero da ogni esercito solamente nel 1992. Oggi, i murales rappresentanti Lenin fatti dipingere nelle sue stanze ricordano la sua storia.

Helsinki (1952)

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A volte, non c’è nessun motivo speciale per vedere dei luoghi venire abbandonati. Giocati nel bel mezzo della Guerra Fredda e di tutte le controversie che la riempivano, per Helsinki semplicemente non c’era nessun motivo per cui le strutture dovessero venire utilizzate di nuovo.

Se non altro, rispetto al resto dei luoghi che abbiamo ricercato, nonostante l’abbandono sembra che il governo finlandese l’abbia tenute bene.

Sarajevo (1984)

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A volte, come abbiamo visto, il colpevole è la storia. E la storia è stata inclemente con la città della Bosnia-Erzegovina: l’assedio di Sarajevo, durato dal 1992 al 1996, è considerato il peggiore evento bellico della storia moderna. Bombardamenti, cecchini, crimini contro l’umanità: a differenza di altri luoghi in questo articolo, non si può fare una colpa se la città non è stata in grado di mantenere le sue strutture, utilizzate come rifugio e come basi di artiglieria per i combattimenti più cruenti. Dopo le Olimpiadi Invernali del 1984, la città visse il suo momento più buio.

Atene (2004)

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A volte invece è tutta colpa dell’organizzazione. Nel 2004, quando i giochi si tennero ad Atene, il governo greco spese 15 miliardi di dollari per garantire che il ritorno delle Olimpiadi nel paese che le aveva create fosse il più sfarzoso possibile.

Se vi sembra una cifra esagerata, beh, non siete i soli a pensarlo.

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Molti ritengono che la spesa folle per i giochi sia una delle cause principali della crisi del paese del Mediterraneo. E oggi, piste e villaggi giacciono abbandonati.

Pechino (2008)

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Ma il caso più eclatante è quello dei giochi di Pechino. Costati l’astronomica cifra di 40 miliardi di dollari, era chiaro fin da subito che l’obiettivo era quello di mostrare la potenza della Cina al resto del mondo. Ricordate? La cerimonia di inaugurazione era qualcosa di immenso, con migliaia di figuranti e fuochi d’artificio ed effetti speciali.

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Solamente sei anni dopo queste gigantesche strutture erano già in rovina, l’abbandono più rapido tra tutti i giochi che abbiamo visto.

Se volete sapere qualcosa di più su questi posti, abbiamo preparato una gallery qui sotto che mostra tutti i luoghi abbandonati delle Olimpiadi. Pensate che la stessa cosa succederà a Rio 2016? Fateci sapere nei commenti.

Qui in redazione, onestamente, l’opinione tende verso il si.

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I resti della piscina olimpica del villaggio delle Olimpiadi di Berlino.
Murales rappresentante Lenin all'interno del villaggio olimpico di Berlino, fatto dalle truppe russe.
In questi edifici, ormai completamente abbandonati, alloggiavano gli atleti. Oggi sono partiti progetti di restauro per riportare al pubblico i graffiti e i ricordi di quello che è diventato un pezzo di storia della città tedesca.
A volte, semplicemente, dei luoghi non servono più. Helsinki 1952.
Sarajevo come appariva durante le Olimpiadi Invernali del 1984.
La stessa pista, come appare oggi.
I box della pista da bob, che furono usati come roccaforti per difendere la città.
La pista da bob di Sarajevo oggi è devastata dalla guerra.
Il podio di Sarajevo giace solitario, un monumento in una distesa d'erba.
Per poter comparare, questo è quello che successe in città (nella foto, un palazzo del governo colpito dal fuoco dei carri armati). Il villaggio olimpico era l'ultimo dei loro pensieri.
La fontana del villaggio olimpico di Atene 2004, oggi.
Lo stadio di softball. A quanto pare, gli ateniesi non sono esattamente amanti del softball. Eppure, come potete vedere, la struttura è particolarmente grossa.
La piscina per le gare di tuffo di Atene giace completamente inutilizzata.
Lo stadio di pallavolo, dei giochi di Pechino 2008, completamente inutilizzato.
La pista da motocross, anche questa inutilizzata dopo i miliardi spesi per costruirla.
Quello che resta dello stadio per le gare di canoa e kayak a Pechino. Costruire centri enormi per sport praticati da pochissime persone sembra essere un tema comune in questi luoghi abbandonati.
1936, Berlino. Luz Long, il campione biondo, aveva fermato Owens dopo che l'americano aveva fallito due dei tre salti per la qualificazione. Sapendo che all'atleta nero non serviva un salto estremo per poter essere ammesso, si mise a bordo pista e gli suggerì piuttosto di prendere bene le misure e saltare con sicurezza invece di rischiare.Nella competizione ufficiale, Owens infranse il record mondiale dello stesso Long, che lo accompagnò sul podio abbracciandolo e congratulandosi per l'incredibile risultato.
I resti di un'antico stadio greco per una delle gare del Pentathlon.

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