Vittima dei bulli sul web, si uccide a 26 anni COMMENTA  

Vittima dei bulli sul web, si uccide a 26 anni COMMENTA  

Spinto al suicidio dai bulli che lo perseguitavano sul web. E’ morto così Andrea Natali, ventiseienne di Borgo d’Ale, in provincia di Vercelli. I genitori hanno trovato il suo corpo senza vita in camera da letto, e ora affermano con sgomento: “Lo avete ucciso voi il nostro Andrea”. Sono stati loro, i bulli, ad aver condotto il giovane verso il baratro della depressione, prima perseguitandolo con scherzi sul luogo di lavoro, poi con commenti e video sui social network, dove lo mettevano alla berlina.


Andrea, troppo sensibile per sopportare quegli atteggiamenti, ha cominciato a soffrire in silenzio per poi decidere, ad un certo punto, di farla finita. Federico Natali, padre della vittima, racconta che suo figlio è stato fotografato e filmato in un bidone di immondizia e in altre pose che la Polizia non gli ha voluto neppure mostrare. “Chiediamo giustizia per il nostro Andrea, anche se nessuno potrà restituircelo”, dichiarano i genitori al quotidiano “La Stampa”.


Andrea, nell’aprile del 2014, aveva denunciato alla polizia di Biella la pubblicazione di alcune foto di scherzi di cui era protagonista, risalenti al periodo in cui lavorava presso una carrozzeria.

Quattro mesi dopo le indagini hanno portato alla rimozione delle immagini dal web e al fermo di uno dei responsabili.

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