Vittime strage di Bologna: per loro niente pensione - Notizie.it
Vittime strage di Bologna: per loro niente pensione
Roma

Vittime strage di Bologna: per loro niente pensione

La legge 206 prevede un vitalizio con effetto immediato per le vittime del terrorismo e delle stragi di mafia, eppure a quattro superstiti della strage di Bologna, i governi Berlusconi prima e l’attuale, non hanno riconosciuto la pensione. Antonio, Anna, Mario e Sonia hanno una invalidità superiore all’80%, ma sono stati abbandonati dallo Stato in tutti i sensi. Giovanna Maggiani Chelli, presidente delle vittime delle bombe mafiose di Via Georgofili a Firenze si chiede: “Perché puntare i piedi per quattro pensioni?” Eppure l’Inps aveva chiesto il loro numero di conto corrente per l’accredito bancario. L’assurda risposta data a giustificazione dell’ignobile diniego deriva dal fatto che al momento delle stragi i quattro malcapitati non lavoravano. Oltre il danno la beffa per una carenza burocratica inaccettabile. Nel 2004 il Parlamento approva la legge 206 e immediatamente le vittime fanno richiesta di pensione: tre all’Inps ed una all’Inpdap ( in qualità di dipendente pubblico): Quest’ultima ottiene la pensione in tempi brevi, ma le comunicano che sarà provvisoria, per gli altri saranno anni bui e frustranti.

L’inps ed il Governo Berlusconi mostrano di interessarsi al caso e addirittura, presenziando alla cerimonia del “Giorno della memoria”, Letta e Berlusconi dichiarano : “ State tranquille, risolviamo il problema”, ma da allora ci sono state solo false promesse a tanta tangibile amarezza. Nel 2010 Napolitano invoca “tutela per chi è sopravvissuto “ e Angelino Alfano aggiunge “ Il governo farà tutto sia sotto il profilo previdenziale che nella piena applicazione della legge 206”. Peccato che ,mentre i vertici sparavano si sbrodolavano in parole di circostanza, il Consiglio di Stato smentiva le loro promesse affermando che, siccome i quattro non lavoravano al ,momento della strage, non avranno diritto alla pensione. Ovviamente questo cavillo non sta scritto da nessuna parte, infatti la legge non precisa questa condizione, ma poco importa a quanto pare. Resta il fatto che quattro persone sono state private della salute non solo fisica, ma anche morale; convivono con un sovraffollamento di ricordi angosciosi, di tribolazioni; da anni convivono con le strutture ospedaliere e con terapie ininterrotte, ma nessuno si preoccupa né della loro dignità , né della loro salute, né tanto meno di tutelare un loro diritto: è come se fossero morti due volte!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche