Vuelta 2015, 14a tappa: vince De Marchi, Aru sempre leader

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Vuelta 2015, 14a tappa: vince De Marchi, Aru sempre leader

Spunta dalla nebbia, con il volto indurito dalla fatica che, sul traguardo, si aprirà in una smorfia di esultanza vera, cercata con tutte le forze: è Alessandro De Marchi, friulano della Bmc, che conquista con pieno merito la quattordicesima tappa della Vuelta 2015.

Protagonista della giornata fin da subito, in fuga con un altro italiano, Salvatore Puccio del Team Sky, e con Cherel (Ag2r), Rojas (Movistar) e Quintero (Team Colombia). Un quintetto che anima una frazione movimentata, lunga 215 km e con tanto di arrivo in salita alla Fuente del Chivo. Quando mancano circa quattro chilometri alla fine, i cinque, ancora tutti assieme, hanno sei minuti abbondanti di vantaggio sul gruppo compatto alle loro spalle.

Inizia la battaglia fisica e psicologica. Ci provano un po’ tutti, ad allungare, ma il più brillante sembra il francese Cherel, che accelera, se ne va, sembra averne per arrivare fino infondo e, con ogni probabilità, è proprio così.

Solo che non ha fatto i conti con un ciclista friulano rispondente al nome di De Marchi Alessandro, uno che non molla nemmeno se gli spari alle gambe, uno di quelli che, di occasioni, sa bene di averne sempre poche e, quindi, sa ancora meglio di doverle sfruttare. De Marchi, appena vede il francese allontanarsi, inizia a menare sui pedali, testa bassa, cercando di scendere a patti con il cuore che vorrebbe iniziare a battere in modo incontrollato e i polpacci che inviano inequivocabili richieste di resa incondizionata alla fatica.

Ma Alessandro ha deciso che non è il giorno per mollare, perché non lo è mai, a dire la verità, ma è un giorno in cui si può riuscire a vincere. Un giorno che vale una carriera, insomma, e tutta la vita di allenamenti che ci sta dietro e che i tifosi ipotizzano, ma non vedono e non hanno mai provato.

Alessandro De Marchi da San Daniele del Friuli spinge finché non è di fianco a Cherel: eccomi qua, sembra volergli dire, guardandolo.

Lo fa per due volte e, la seconda, negli occhi del francese si intravede il timore di avere trovato quello che, di gamba, ne ha di più. L’istinto del ciclista non sbaglia, Cherel ci ha visto giusto perché, infatti, De Marchi, dopo avere ricucito con pazienza, si immagina padrone del gioco, si alza sui pedali e se ne va.

Lo fa così bene ed è così giusto che lo faccia che nessuno gli prende la ruota: la giornata è la sua.

Dietro, intanto, succede poco. Fabio Aru controlla senza strafare, lasciando addirittura un po’ di spazio a Quintana che, superata la febbre, gli recupera sette secondi (che fanno comunque poca differenza, perché il colombiano è comunque a tre minuti dalla maglia rossa). Ottima notizia sono invece i diciannove secondi persi dall’olandese Dumoulin, che resta comunque terzo in classifica.

Classifica generale: 1. Fabio Aru (Astana); 2. Rodriguez (Spa) a 26″; 3. Dumoulin (Ola) a 49″; 4. Chaves (Col) a 1’29”; 5. Majka (Pol a 1’33”; 6. Nieve (Spa) a 2’10”; 7. Valverde (Spa) a 2’11”; 8. Moreno (Spa) a 2’13”; 9. Quintana (Col) a 3’00”; 10. Sicard (Fra) a 3’39”; 11. Brambilla a 4’29”; 12. Meintjes (Saf) a 4’41”; 13. Pozzovivo a 5’24”; 14. Jeandesboz a 8’11”; 15. Elissonde (Fra) a 8’48”.

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