Vuelta 2015, festa finale per Fabio Aru

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Vuelta 2015, festa finale per Fabio Aru

Plaza Cibeles ha tributato ieri i giusti onori a Fabio Aru, vincitore di questa settantesima edizione della Vuelta.

Il corridore sardo, 25 anni, ha conquistato il primo grande successo in carriera, centrando una vittoria che cinque anni fa era toccata al compagno di squadra dell’Astana Vincenzo Nibali e che, in precedenza, solo altri quattro italiani si erano aggiudicati.

Una vittoria meritata, perché Aru ha saputo stare in piedi nei momenti più difficili, incluso quello, delicatissimo, della cronometro individuale, dove gli schiaffi dell’olandese Tom Dumoulin hanno fatto davvero male, inclusi quelli in cui Joaquin Rodriguez ha sferrato violenti e vincenti attacchi in salita. Fabio ha resistito a tutto, è andato avanti e, all’ultima occasione (la tappa di sabato), ha stravolto la classifica andandosi a prendere la maglia rossa del leader, quella del più forte, portata poi con successo ieri fino a Madrid.

Aru è un ciclista giovane, non un passista, ma uno che sa farsi valere (a volte molto bene) in salita e in discesa e si difende nelle gare contro il tempo.

Le doti tecniche non gli mancano, ma, a fare la differenza, sono la caparbietà, la resistenza sul lungo periodo e l’intelligenza: Fabio Aru non molla mai, arriva sempre all’ultima settimana che, nel serbatoio, ha qualcosa in più degli altri e riesce – sempre o quasi – a leggere la corsa nel modo migliore.

Le doti tecniche si possono e si devono migliorare, ma quelle caratteriali e mentali sono più difficili da limare, perché la tenacia, in sostanza, uno ce l’ha oppure no. Aru, avvolto nella bandiera dei Quattro Mori, in maglia rossa, sul palco di Plaza Cibeles, con la classifica della Vuelta 2015 che lo vede al primo posto, è uno che la tenacia ce l’ha eccome.

Quando tutto sembrava perduto, con Dumoulin che pareva inattaccabile, lui ha piazzato la stoccata, proiettando se stesso in cielo e spedendo l’olandese all’inferno, visto che è crollato fuori dal podio, fino alla sesta pozione della generale.

Dietro Aru, un vuoto di quasi un minuto prima di trovare Purito Rodriguez, l’eterno piazzato (quinto podio in una corsa a tappe). Terzo il bravissimo Rafal Majka della Tinkoff Saxo, quarto Nairo Quintana a 1’42”.

Classifica generale finale Vuelta 20151.

FABIO ARU (Astana) 85.36’13” ; 2. Joaquin Rodriguez (Spa, Katusha) a 57”; 3. Rafal Majka (Pol, Tinkoff-Saxo) a 1’09”; 4. Quintana (Col) a 1’42”; 5. Chaves (Col) a 3’10”; 6. Dumoulin (Ola) a 3’46”; 7. Valverde (Spa) a 6’47”; 8. Nieve (Spa) a 7’06”; 9. Moreno (Spa) a 7’12”; 10. Meintjes (Saf) a 10’26”; 11. Pozzovivo a 11’10”; 13. Brambilla a 15’26”; 19. Visconti a 36’19”; 20. Rosa a 43’27”.

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